Cura della depressione

La depressione è una malattia sistematica. Utilizziamo la psicoterapia per far dimenticare gli eventi traumatici e negativi spesso senza l'uso di psicofarmaci

Che cos'è la depressione?

Cause della depressione

Le cause della depressione sono molteplici per cui è impossibile enumerarle, ma in senso generale possiamo affermare che sono caratterizzate da sintomi fisici, psichici e comportamentali e umorali.

Il depresso è sempre stanco e triste, ripetitivo e noioso nel ricercare le cause del malessere nel proprio fisico, pur escluso da vari specialisti medici.
Accusa insonnia, mal di testa, dolori fisici in varie parti corpo, cattiva digestione, ansia del presente, difficoltà di movimento psico-corporeo, mancanza di appetito.

Presenta un tono dell’umore basso sempre distruttivo attribuendolo ai propri malesseri fisici, con difficoltà di concentrazione, di memoria e perdita completa di autostima.

Diagnosi

Fra le molte definizioni che si danno a questo termine come “non è semplicemente uno stress o un non sentirsi bene”, “non è una malattia psicologica”, “è un disguido mentale”, “è una patologia comune”, quella che io credo sia la più pertinente e che meglio la rappresenti, è “malattia sistemica“.

Malattia perché una depressione endogena non può essere confusa con un semplice disturbo psico – comportamentale.

Sistemica perché il disturbo coinvolge tutto l’organismo e richiede un approccio terapeutico multidisciplinare dalla medicina alla neuropsichiatria, dalla neurofisiologia, alla psicologia e psicoterapia.

I sintomi della depressione sopra descritti, infatti, investono l’intero corpo umano e ciò spiega la necessità della multimodalità curativa.

Sintomi

1) Perdita di energia fisica e psicologica con abbassamento totale del tono dell’umore.

2) Abulia (mancanza di volontà), apatia (pigrizia insensibilità indolenza) anedonia (incapacità di provare piacere), anoressia (rifiuto del cibo), bulimia (ingordigia e insaziabilità.)

3) Difficoltà di concentrazione: il depresso si allontana dalla realtà ed è incapace di concentrarsi sui fatti reali.

4) Sensi di colpa per indegnità: il depresso si ritiene indegno di vivere come gli altri che, invece, hanno fatto qualcosa.

5) Tedium vitae (noia di vivere): la vita è nausea e monotonia e non gioia e piacere.

6) Suicidio: che può essere pianificato, realizzato o solamente tentato. Il suicidio, solo tentato e mai realizzato, è un fatto di per sé grave, perché segnala il limite estremo della vita e la totale anedonia esistenziale.

7) Agitazione o rallentamento psicomotorio con sentimenti d’ipervalutazione o di autosvalutazione. L’ipervalutazione corrisponde al convincimento di essere un Dio in terra, l’autosvalutazione è l’opinione di non valere nulla conforme all’anedonia.

Chi cura la depressione e a chi rivolgersi?

Il termine “guarire” ha diversi significati: ricondurre un soggetto a uno stato normale di efficienza fisica, rimettere in salute il malato, ristabilire il suo umore, ma questi significati sono passivi per il malato e appartengono alla medicina, dove la guarigione in genere, si ottiene per l’abilità del medico e per l’efficienza delle medicine.

In psicoterapia il concetto di guarigione è attivo perché è attribuito essenzialmente alla volontà del soggetto depresso che, sotto la guida psicologica è riuscito a riconquistare quella forma mentale e fisica che gli aveva consentito il successo familiare e lavorativo.

Un mio cliente, uscito da una depressione abbastanza grave, dopo qualche mese di lavoro produttivo di rappresentanza, è tornato da me per congratularsi con se stesso per aver ottenuto un aumento di stipendio, affermando: “Però, me lo sono guadagnato”.

Come e quando guarisce il depresso?

Innanzi tutto occorre chiarire il significato del “curare con farmaci” e “avere cura con la psicologia”. Il primo rimedio per depresso, non è la pillola, ma sono la psicologia e l’avere cura della persona nel proprio ambiente, quindi la famiglia adeguatamente preparata dallo psicologo.

Il secondo rimedio è l’intervento medico coadiuvato dallo psicologo che in psicoterapia mette in relazione i risultati farmacologici con le dinamiche socio-familiari.

É da evitare che la persona depressa si senta curata come se fosse malata perché ciò le toglierebbe ogni iniziativa per riconquistare quella forma di autostima che era stata la molla del proprio successo, industriale, impiegatizio e familiare.

La psicoterapia guarisce tutte le depressioni?

Dipende dalla qualità del disagio. Nelle depressioni reattive, quelle cioè che avvengono a seguito di lutti, separazioni o divorzi, fallimenti personali o malattie di persone care, la psicoterapia ha molta efficienza perché riesce a condurre il depresso alla percezione di fatti tangibili e a interpretarli con il significato degli affetti e del ragionamento. A volte, sconsiglio persino l’uso di psicofarmaci perché il depresso comprenda che il lento ma progressivo miglioramento del proprio stato di salute, derivi dalle proprie capacità reattive e non per merito della chimica.

Nelle depressioni più gravi, invece, tipo quella “endogena” o “maggiore”, l’efficienza della psicoterapia si manifesta nel condurre il depresso ad accettare il proprio stato come un evento momentaneo e precario della propria esistenza, che comunque mantiene una finestra aperta sul mondo dove da un momento all’altro, tutto potrebbe cambiare.

Un discorso a parte va fatto per le depressioni organiche, causate da disfunzioni endocrine, malattie neurologiche, infezioni sistemiche e altro, dove la psicoterapia è un sostegno essenziale alla medicina soprattutto se è rivolta all’intero gruppo familiare.

Qual è il beneficio della psicoterapia?

La psicoterapia ha il merito di condurre il soggetto a dimenticare le cose tristi e noiose del passato e a sperare che una buona novella sia sempre dietro l’angolo, perché nulla è determinato dal destino, ma tutto dipende dall’uomo se impara a vivere secondo le regole di un’esistenza equilibrata.

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