Disturbi di comportamento

I disturbi di comportamento segnano il modo di essere di una persona e ne segnalano i limiti. E' bene intervenire il prima possibile per correggerli e riconquistare la propria autostima

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Prima di stabilire un percorso terapeutico è molto importante comprendere il disturbo psicologico in essere altrimenti, non avrebbe senso l’incontro

Disturbi di comportamento e terapie

Che cosa sono i disturbi di comportamento

Il comportamento è il modo di essere di ogni persona e i disturbi ne segnalano i limiti. Quando i confini non sono più tollerabili dal buon senso, significa che si entra in una fase comportamentale anomala e allora è bene rivolgersi a uno specialista per riconquistarne la regolarità.

Quali sono i più comuni?

Sono vari e appartengono a categorie diverse. É bene, quindi, distinguerli secondo le categorie di appartenenza :

a) di origine psicologica (sociale) in cui il soggetto conserva il contatto con la realtà: sono quelle interferenze di catare oppositivo – provocatorio e ostili, caratterizzate da  litigi, sfide, collera, rancori e vendette, con compromissione della vita familiare, del rendimento scolastico e dell’inserimento sociale. Per essere considerati patologici, codesti comportamenti dovrebbero ripetersi per un periodo di quattro – sei mesi.

b) di origine psichica in cui il soggetto perde il senso della realtà: sono disturbi, cosiddetti antisociali, che mettono in relazione fenomeni criminali o delinquenziali con abuso di droghe e problematiche aggressivo – sessuali. Codeste interferenze con la socialità, possono essere considerate di origine psichica per le quali oltre alla terapia psicologica, si consiglia l’uso di farmaci perché i soggetti che ne sono affetti hanno perso il contatto con la realtà.

Come comportarsi con una persona affetta da disturbi comportamentali?

Va innanzi tutto detto che questi disturbi della condotta dovrebbero essere immediatamente segnalati al personale scolastico o a psicologi privati al loro primo apparire, per predisporre terapie adattive precoci senza attendere che il disturbo si aggravi e diventi un normale modo di essere patologico. È bene evitare che l’individuo si abitui a vivere nella collettività con le proprie anomalie e che la società lo accetti, considerandolo “il cretino del paese”.

I disturbi di origine psicologica, in genere, appartengono al comportamento infantile, per i quale lo psicologo ha una notevole funzionalità terapeutica, mentre per le interferenze di origine psichica, è bene consultare anche lo psichiatra e l’assistente sociale perché a volte, potrebbero essere necessari trattamenti farmacologici o, nei casi più gravi, richieste di TSO.

I disturbi di comportamento influenzano l’apprendimento?

Sicuramente sì, perché l’apprendimento non va riferito solamente all’istruzione scolastica, ma soprattutto all’introiezione di regole e norme che sono alla base di ogni comportamento. Il disadatto sociale non riesce a comprendere i propri limiti e non si ritiene nemmeno bisognoso di aiuti psicologici. Qualora gli fossero offerti, lui li rifiuterebbe, convinto che siano sempre gli altri a non capirlo.

Comportamento e Apprendimento sono fenomeni strettamente collegati perché si influenzano reciprocamente in senso negativo: un comportamento distorto o fuori dal comune, ostacola la concentrazione e un apprendimento carente, priva il soggetto di interessi e di azioni, creando instabilità comportamentale.

Quale terapia applichiamo al disturbo comportamentale?

Prima fase

Dopo un’attenta analisi socio familiare e dopo aver fatto la distinzione sull’origine dei disturbi, lo Studio Staffolani applica una terapia cognitivo comportamentale su base ludoterapica (terapia del gioco) per valutare l’intensità dell’aggressività e la direzione verso cui essa è rivolta.

La terapia del gioco permette al soggetto di scaricare la propria aggressività sulle cose con cui si diverte, anziché sulla persone e indica al bambino il modo giusto verso cui dirigere la propria forza.

Seconda fase

In secondo luogo invita i genitori a frequentare i percorsi di gruppo di pedagogia formativa per discutere, insieme ad altri, come comportarsi in casa e, nei casi più gravi, in cui l’aggressività è rivolta verso le persone, anche come comportarsi di fronte alla società.

La collaborazione fra genitori che vivono lo stesso problema nel gruppo terapeutico, ha una funzione emotivo-partecipativa di auto-aiuto di notevole entità. Il saper vivere un “problema” in comune, infatti, ne alleggerisce il peso.

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