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Tradimento fisico o mentale?

Dai giornali apprendo che una delle cause principali di separazione è il “tradimento“.

Dalle coppie in terapia imparo che quest’atto segna la fine di un matrimonio.

La scienza afferma che nel tradimento c’è anche una ragione biologica oltre che psicologica.

In genere nelle controversie civili  si ricercano gli effetti di un atto d’amore extra-matrimoniale che mentalmente può avvenire in ogni momento senza conseguenze giuridiche ed economiche, mentre praticamente ha gravi strascichi fino a portare la coppia alla separazione. Io credo che prima di esprimere  giudizi morali o giuridici,  sia meglio chiarire l’uso dei termini.

Perché tradimento e non trasgressione?

Perché usiamo il termine tradimento per indicare un rapporto extra coniugale e non trasgressione o evasione, che è parola più adeguata alle misere vicende personali? Perché la Psicologia, su incarico dei giudici, deve chiarire il concetto di  fedeltà, che è un atto essenzialmente intimo, e la Psicoterapia  sondare le responsabilità degli imputati come se avessero compiuto un misfatto imperdonabile? Chi è il tradito? Chi è il traditore? Chi può comprendere le responsabilità del tradito e le colpe del traditore? Le relazioni umane sono piene di misteri e di segreti inconfessabili.

Gesù Cristo fu tradito e Giuda fu il traditore e come tale, s’impiccò, per il senso di colpa che avvolse il suo animo, ma l’uomo di oggi è diverso e l’evasione dal matrimonio è soltanto un gesto di spavalderia che non merita un termine tanto importante.

Perché una semplice trasgressione separa la coppia?

Personalmente sono convinto che una momentanea evasione da un rapporto di coppia sia un peccato veniale imputabile alla fisiologica debolezza umana, che non giustifica una separazione coniugale con tutte le conseguenze che ne derivano, come quelle di togliere al bambino il benessere della comunità familiare.

I problemi dei grandi non devono coinvolgere i piccoli che, invece, devono imparare a rispettare gli adulti anche quando i genitori sbagliano. La vita non è fatta solo di cose materiali e distintamente ponderabili, ma di comprensioni e debolezze alle quali meglio si addice il termine trasgressione.

Tradimento è quello di Giuda.

La parola tradimento è applicabile a Gesù rinnegato da Giuda che per senso di colpa s’impiccò, ma non all’uomo che non mantiene la parola data alla propria donna e ai propri figli. Semplificando il linguaggio, spesso, si comprendono meglio le azioni umane che, espresse in parole adeguate all’atto compiuto, rendono più comprensibili le reazioni di difesa. Se Giuda non merita il perdono per aver condannato a morte un uomo giusto, chi trasgredisce la parola data merita punizione e comprensione perché non sempre le responsabilità sono di una sola persona.

E se la trasgressione fosse un’azione positiva?

L’ imparare a vivere un sentimento trasgressivo non potrebbe essere un fatto educativo per la coppia che voglia  giustificare l’atto offensivo  per riprendere il cammino insieme?  Il  termine tradimento è un macigno che, schiacciando genitori e figli, conduce direttamente alla separazione e alla povertà di due famiglie benestanti. Il termine trasgressione è educativo perché porta con sé le responsabilità dell’altra parte che necessariamente si dovrebbe chiedere:

a) Posso essere responsabile anch’io se mio marito si è momentaneamente da me allontanato?

b) Posso essere responsabile anch’io se mia moglie si è momentaneamente da me allontanata?

Non tutti i mali vengono per nuocere. Con intelligenza e sensibilità ogni malessere può tramutarsi in benessere.

Questo è ciò che s’impara dopo ogni percorso psicoterapeutico che vada a buon fine.

 

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