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Se ti conosci sei vincitore

By 19 Ottobre 2021 No Comments

La psicologia ci ha insegnato che esistono vari modi per conoscersi e altrettanti per ammirarsi.

Se ti guardi allo specchio per contemplare l’estetica del tuo corpo, compi un atto di auto ammirazione che non ti aiuta a conoscere il tuo mondo interiore: fai soltanto esercizio esteriore che ti può rendere triste o felice, ma tutto finisce lì. Se, invece, ti vuoi conoscere come sei dentro, devi usare un altro metodo.

Conoscerti tramite gli altri. Per questo ha due modi:

a) frequentare persone, ascoltare le critiche e trasformarle in consigli utili per mostrare la parte migliore di te stesso.

b) iscriverti a un laboratorio di psicologia di gruppo. Questo secondo modo è il più appropriato perché avrai lo specchio di chi non la pensa come te e lo psicologo che ti farà da guida nel tuo processo di trasformazione. Il gruppo aiuta a confrontare le tue idee con quelle degli altri e a ridimensionare i tuoi eccessi comportamentali: troppo timido o troppo spavaldo.

Nel laboratorio si elaborano idee, situazioni personali, illusioni, delusioni e progetti educativi, in senso antropologico, formativo e culturale.

 

Antropologico perché nel laboratorio ognuno cerca di conoscersi esaminando l’evoluzione del proprio comportamento e la  disponibilità a comprenderne tendenze, carattere e stile, che sono i tuoi valori di affidamento.

Formativo, perché dalle relazioni fra individui diversi, nascono reciproche empatie, simpatie e antipatie che possono trasformarsi in tenerezze, amori, invidie e rancori. Nel laboratorio è facile imparare come un atteggiamento di tenerezza diventi amore e come una prima movenza di antipatia possa scaturire in odio. L’aspetto educativo sta nel valore che si attribuisce al colloquio e nella capacità di saper interiorizzare i messaggi altrui.

Culturale, perché la vita è cultura, al di fuori della quale esiste l’isolamento. La conoscenza dell’altrui pensiero, delle dottrine professate e del livello di civilizzazione, è la condizione primaria del rispetto che si deve al proprio simile. Nel laboratorio non s’impara un metodo o un sistema di regole, ma si vivono  condizioni anche non condivise da cui si può sempre apprendere qualcosa.

La vita, infatti, non è altro che un patto con gli altri . Abbiamo bisogno dell’esistenza altrui per soddisfare le nostre esigenze: amiamo per essere amati, odiamo per essere odiati. Il punto cruciale è capire l’eterno dilemma che attanaglia l’uomo: perché odia, se l’amore attrae e l’odio respinge?

 

Il confronto fa paura?

In genere ogni confronto fa paura perché da esso emergono lati intimi che non si vogliono palesare. Per questo l’essere umano rifiuta il confronto per timore di essere giudicato, pur sapendo che gli altri sono lo specchio dei propri sentimenti.

Sembra una contraddizione, ma l’educazione, purtroppo, ci ha sempre insegnato di temere il giudizio altrui ritenendolo critiche negative e non, invece, consigli per cambiare. Nessuno cambia dall’oggi al domani perché ogni individuo è sempre innamorato delle proprie ragioni. Solo il tempo ci permetterà di capire che mutare modo di pensare e di comportarsi è una virtù e non un difetto. Cambiare non significa, infatti, essere perdente ma più vincente.

 

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