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Psicologia

La ricchezza è nel cervello, la povertà è nel suo mancato utilizzo.

By 8 Novembre 2018 No Comments

Ricchezza e povertà.

E’ ricco chi possiede, è povero chi non ha nulla: da un punto di vista economico, ciò è un dato di fatto incontrovertibile. Da un punto di vista psicologico, invece, è ricco chi utilizza bene il cervello, è povero chi non lo usa.

Da un punto di vista culturale Ricchezza e Povertà si possono compensare, ma sta a ciascuno di noi darne il giusto significato. Personalmente ho capito che non sono i soldi a fare la ricchezza, bensì possedere la capacità di realizzarsi conseguendo una formazione adeguata all’identità interiore.

Si può diventare ricchi progettando?

Ho imparato a sognare e a fare progetti dai quali nasce il pensiero concreto. Da piccolo volevo diventare Papa, invece sono riuscito a divenire soltanto papà, nonno e chissà, forse anche bisnonno, realizzando quel desiderio che è sempre stato sempre dentro di me.

Ho sempre programmato il mio cervello verso il divenire superando le insoddisfazioni del presente e dimenticando le malinconie del passato. Vivo come se fossi ricco.

Ho imparato a vivere sottomettendomi

Dalla mia esperienza ho imparato a superare le contraddizioni della vita, accettando il male come conseguenza del bene. Credo che le antitesi siano le chiavi dell’esistenza e che esse stiano lì, per indicare che non esiste il bello senza il brutto, né il povero senza il ricco.

A volte, mi sono adattato alla Società accettando le sue dinamiche, altre volte mi sono ribellato e, con rispetto, ho  imposto le mie, ma non ho mai voluto fare rivoluzione violenta.

L’egoismo non è sempre negativo

Ho sempre programmato il pensiero con l’azione per il mio bene e delle persone più care; ho capito di essere anche un po’ egoista quando non riesco a condividere il mio parco benessere guadagnato con sacrifici, con la povertà altrui e sono convinto  che il malessere individuale (povertà) diventi fenomeno sociale quando la gente non crede più  nelle  proprie azioni. Credo che, in natura, non esistano ricchi e poveri, ma individui che vogliono diventare benestanti e altrettanti poveri, perché non coltivano le aspirazioni del fare.

La ricchezza è nella mente.

La ricchezza non è soltanto nel sottosuolo o nelle industrie, ma nella mente e nella volontà di sapersi industriare; la terra, infatti, non gira soltanto intorno al sole, ma anche intorno a se stessa per mostrare le proprie ricchezze a chi voglia sfruttarle.

Così hanno agito i grandi del pensiero e delle industrie, da Cristoforo Colombo ai nostri imprenditori, che ci hanno insegnato a “fare qualcosa” senza attendere che qualcuno ci preceda.

L’ignoranza è la madre della povertà.

La ricchezza non è un’invenzione, ma un fatto concreto come il cervello umano, che rende benestante chi sa programmarlo e povero chi non sa usarlo. L’ignoranza ( il non sapere) è la madre della  povertà come l’intraprendenza è stata sempre la virtù della ricchezza (e dei fallimenti), ma si sa, che la vita è sempre un rischio.

“Fatti non siete a viver come bruti / ma per seguire virtute e conoscenza”afferma il grande poeta.

Che cosa fa per i giovani lo StudioStaffolani?

Lo StudioStaffolani, con i propri metodi, risveglia certe virtù sopite che si chiamano attività, laboriosità, efficienza, per mettere a profitto le potenzialità interiori tramite

l’Ortopedia Mentale (OM)la Programmazione Neuro Mentale (PNM) e la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) che sono le nuove discipline psicologiche sulle quali si fonda la ricerca attuale.

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Rivisto nel settembre 2018, nel gennaio, nel febbraio, nel marzo e nel maggio del 2019

 

 

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