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Quali sono i limiti delle persone coerenti e i pregi delle incoerenti?

 

E’ noto che nel mondo ci sono tante persone coerenti che raccontano la propria vita con l’esempio e con la pratica; alcune trasformano le proprie azioni in consuetudini familiari, altre fanno della coerenza un mito da perseguire perché sono convinte che logicità, costanza e conformità siano i presupposti di ogni prospettiva futura, e nessuna mamma dirà al proprio figlio ” sii incoerente”.

 

E’ altrettanto noto che  nello stesso mondo vi siano individui incoerenti, sconclusionate e irrazionali che mostrano le proprie azioni in modo illogico e contraddittorio e, a volte, anche irrazionale. Credono che l’incoerenza derivi dalla natura stessa dell’individuo che si accetta nella propria imperfezione  facendosi merito delle proprie debolezze. Nessun capufficio dirà al proprio dipendente ” ti aumento lo stipendio per la tua incoerenza”

La vita circoscrive, i ciascuno di noi, i futuri modelli di essere fin dalla nascita: se sei buono riceverai sempre un premio, se sarai cattivo riceverai sempre una condanna. Il solo venire fuori dalla pancia della mamma ti inserisce in un mondo di contraddizioni alle quali ti dovrai adattare per essere accettato. Ogni forma di educazione riduce sempre lo spazio delle libertà personali. Si nasce in coerenza delle leggi della natura umana e di diventa incoerenti per il volere delle stesse leggi.

Personalmente, non penso che vi siano persone cosiddette “giuste” che rientrino, cioè, nella locuzione latina “in medio stat virtus”, in modo autentico e spontaneo, perché l’uomo è solo una maschera che recita la parte che gli conviene e, quando vuole apparire “equilibrato”, lo fa solo virtualmente per apparire più accettabile nell’opinione di chi sa parlare il cosiddetto linguaggio  corretto.

Dalla mia attività professionale, infatti, ho capito che la medietà, mi si permetta questo brutto neologismo per indicare il punto centrale fra due estremi, non esiste, perché il “fare” presuppone l’errore scientifico (agire per tentativi ed errori) contrariamente al “pensare” che esclude  le prove concrete. Pertanto, è facile dedurre la coerenza da un pensiero astratto; è più difficile, invece, desumerla dalle azioni pratiche, dove i tentativi giustificano sempre gli atti incoerenti.

L’uomo è nato per fare, gli errori sono utili per imparare.

Le prove e gli errori appartengono all’uomo incoerente che va in cerca della coerenza per portare a termine un’azione scientifica. La coerenza è una posizione ragionata e logica, al contrario dell’incoerenza che è il risultato di un’azione provata e vissuta.

L’incoerenza è la scelta di un percorso per mettere in discussione la propria interiorità, mentre la coerenza è la falsa scelta di una sicurezza esteriore cui potrebbe non corrispondere quella interiore.

L’incoerente è un peccatore in cerca di salvezza e di nuovi modelli di vita, il coerente è un predicatore amorale che vive del proprio passato

e non si accorge di essere in un eterno cambiamento.

L’incoerente è un creativo che cambia idea con il cambiare dei tempi, il coerente pretende di fermare il tempo e non si accorge che, spesso, ne rimane vittima.

Il coerente è un insicuro che trova certezze nelle idee altrui,  l’incoerente è un uomo sicuro della propria insicurezza che cerca di affrontare con successo per essere sempre all’altezza di ogni situazione.

L’incoerente è dinamico nel cervello e nelle azioni: cambia spesso idea e persegue strade diverse per raggiungere il proprio fine, il coerente è statico e ogni piccolo cambiamento gli appare come una grande rivoluzione di cui ha paura.

Hitler, apparentemente, è stato coerente con le proprie idee, ma i risultati hanno ampiamente dimostrato che l’incoerenza gli avrebbe giovato di più e avrebbe salvato tante vite innocenti.

Il covid attuale sta per essere vinto non con la coerenza scientifica delle chiusure dei mercati, ma con l’incoerenza delle aperture per salvare la nostra economia.

I libri servono per essere letti e la lettura serve per cambiare idea.

 

 

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