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Psicologia

Quali sono i limiti del perfezionismo?

Il perfezionismo è l’eccessiva tendenza di volersi migliorare oltre i limiti naturali che spesso coincide con il narcisismo, disposizione che allontana dai rapporti conoscitivi e affettivi con altre persone per il troppo abusato autocompiacimento. In poche parole perfezionista è chi ha l’attitudine, spesso nevrotica e ossessiva, di cercare nelle azioni più comuni risultati perfetti che, a volte, diventano fonte di stati depressivi per il mancato conseguimento degli stessi.

Ignorando, infatti, che l’impulso narcisistico da perfezionista isola la persona dall’ambiente per l’irragionevole ambizione di concentrare la propria libido conoscitiva in se stesso,  il perfezionista vede la propria massa corporea come unico feticcio di riferimento e ciò è poco per il valore da attribuire alle persone. Per questo il perfezionismo narcisistico è negativo  quando si spinge oltre a  ciò che la natura possa consentire, come diventare un idolo fisico per essere superiore agli altri, mentre potrebbe essere positivo quando si adegua alla natura del soggetto in crescita,  come il voler cambiare per migliorare la propria rispettabilità.

Oltrepassando i limiti del consentibile, il desiderio di essere sempre più perfetto può trasformarsi in nevrosi angosciosa degradando il principio di ogni formazione intellettuale o professionale che, dalle cose più semplici, conduce l’individuo a raggiungere quelle più complicate. Quando per eccesso di narcisismo   ad esempio, il perfezionista si atteggia a sapiente tuttologo, lascia trapelare dal proprio comportamento un senso di stupore e di rifiuto che sminuisce il valore della  presunta sapienza. In questo caso il perfezionismo è deleterio perché non dà nulla al soggetto, ma gli toglie la spontaneità che è la migliore qualità di qualsiasi individuo.

La domanda che molti si fanno, è se si nasce o si diventa narcisisti. E’ come chiedersi se si nasce o si diventa eterosessuali e la risposta è semplice. La natura, alla nascita, dona infinite potenzialità a ogni soggetto e gli concede altrettante possibilità di essere: l’ambiente, l’educazione o quella considerazione del bene e del male che si chiama morale, in seguito concorrerà a determinarne la personalità.

Personalmente sono convinto che ognuno di noi, da grande, potrà diventare come si è sempre immaginato di essere fin da piccolo, perché ogni immaginazione nutrita e alimentata, è una fantasticheria che spinge l’animo a produrre castelli in aria, vincendo l’inerzia di un cervello pigro che non vede più il mondo che gli gira intorno.

Io credo che l’uomo, quando concentra su se stesso tutte le energie per elevarsi, legittimamente, di sopra dei propri simili, sia un narcisista fisiologico di prima e seconda infanzia. Quando, però, il suo perfezionismo vuole esaltare solo il proprio sé per vincere la partita della vita, allora è un frustrato che sta male perché un perfezionista non accettando di essere vinto e non si sottomettendosi alle difficoltà dell’esistenza, le aggredisce; quando poi, non può più farlo, diventa vittima di se stesso e si deprime nascondendo la propria ansia in un corpo stanco e svigorito.

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