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Metafisica direttiva

Concetto di perfettibilità.

Il concetto di perfettibilità è una nozione ambigua perché ogni individuo può perfezionarsi nel bene e nel male. Considerando che bene e male hanno significati personali, occorre chiedersi quale direzione l’uomo voglia intraprendere per perfezionarsi. Solo un Potere assoluto o religioso può stabilire cos’è giusto o ingiusto, buono o cattivo, ma un organismo del genere non rientra più nelle prassi psicologiche dove il concetto di libertà è base di discussione.

Che cos’è giusto o ingiusto?

Con la imminente integrazione dei popoli e la diversità delle religioni, i limiti fra ciò che è bene e male o di giusto e ingiusto diventano sempre più divaricati.  Se ne deduce che il giudizio sul bene e sul male è sempre provvisorio perché dipende dall’intenzione di chi compie l’azione: si può generare del male facendo del bene e si può compiere del bene facendo del male.

La morale cambia nei tempi?

Da un’analisi storica del genere umano possiamo dedurre che le azioni siano state sempre giudicate in base alle conseguenze che esse effettivamente producevano e in un secondo tempo dalle intenzioni con le quali gli uomini le formulavano. Da questa semplice riflessione è facile dedurre che ogni concezione morale si differenzia nel tempo:  bene e male / buono e cattivo diventano modelli di riferimento interculturale fra popoli che si autodeterminano.

Conoscenza è anche mutamento?

La conoscenza, del resto, è sempre il risultato di operazioni materiali analizzate nella sfera dei sentimenti con i quali spesso si ricordano esperienze piacevoli e si cancellano, per proprio comodo, quelle traumatiche. Per capire ciò che è bene e ciò che è male, ci hanno provato in molti da Epicuro a Socrate, da Kant a Nietzsche, da Freud a Sarte fino alla concezione scientifica post-moderna di Awking, ma nessuno ci ha dato la risposta, forse perché non esiste.

Vaso di Pandora.

La mente umana è come il vaso di Pandora dentro il quale ci sono tutti gli spiriti maligni che rappresentano i mali del mondo: la vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia e il vizio. Se proviamo a riaprirlo  rischiamo di cadere in un mondo desolato e inospitale, quindi è bene lasciarlo chiuso in attesa che vi entri anche la speranza.

 Speranza di che cosa?

Ovviamente di un mondo migliore se quello in cui viviamo oggi non ci piace. La speranza sta nei nostri progetti che sono nella nostra programmazione mentale, quindi noi oggi pianificando il futuro per i nostri figli siamo già nel futuro perché la vita non è solamente un dono materiale da godersi nel presente, ma un conseguimento di traguardi che sorpassa i limiti della materia verso metafisica direttiva che miri all’elevazione dei popoli superando lo stato animalesco da cui  proveniamo.

La speranza è sufficiente?

La speranza da sola non è sufficiente per elevare la dignità dell’uomo: è solo la direzione verso la quale tendere per non cadere in uno stato di misantropia verso i nostri simili. Occorre mirare al concetto di perfettibilità per diventare migliori di ciò che siamo e non per orgoglio di raggiungere la perfezione che all’uomo non è data.

 

Revisionato nell’ottobre e nel dicembre 2017, rivisto nel marzo  e maggio 2019

 

 

 

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