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     Il sapere non è esteriorità.

sapere dal latino = avere sapore, essere saggio, capire.

Cervello: centro di smistamento.

Definisco la programmazione Neuro Mentale (PNM) come mezzo per la conquista del sapere e la Programmazione Neuro linguistica (PNL) come mezzo per esprimere ciò che si conosce.   la PNM  rappresenta costruzione del sapere e la PNL  ne controlla l’esternazione.  Il cervello è come un centro di smistamento che accoglie esperienze interiori ed esteriori, le elabora, le interiorizza e le esprime tramite il linguaggio. In altre parole, l’uomo è in grado di programmare ciò che immette nel proprio cervello.

Solo lui è in grado di auto programmarsi.

Solo con la programmazione autonoma è possibile avere quel complesso di conoscenze che arricchisce spiritualmente l’animo umano rendendolo sapiente. La sapienza non è soltanto “sapere” tante cose, ma gustare il sapore del sapere e distribuirlo all’Umanità. La sapienza, nel nostro caso (PNM), è un fine da raggiungere tramite le conoscenze e nulla si può dire se non di cose conosciute. Non si possono esprimere opinioni o fatti se non si conosce ciò di cui si vuol parlare. Di conseguenza la PNL segue necessariamente la PNM. In altre parole si può parlare solo di ciò che si conosce.

Blander, esperto in comunicazione, afferma che “noi siamo i soli in grado di auto programmarci”, mentre altri hanno bisogno dell’uomo per variare il programma della propria natura.

Inventare un edificio.

Per chiarire codesto problema apparentemente difficile mi esprimo con qualche metafora.

L’invenzione di un edificio, ad esempio, presuppone una notevole capacità di auto programmazione perché l’ideatore deve tener conto delle varie opportunità logistiche, del beneficio sociale e dell’investimento economico. L’edificio non rappresenta soltanto un’opportunità personale, ma un beneficio sociale di cui bisogna avere sapienza. Il costruirlo è meno complicato del pensarlo, perché  al costruttore basta avere conoscenza  e competenze pratiche circa i sistemi di costruzione. Chi  costruisce in poche parole, usa i disegni altrui, eseguendoli nel modo migliore, mentre chi li crea, deve avere scienza e sapienza della vita.

La sapienza è qualcosa in più del sapere.

Da quanto sopra descritto si può dedurre che la Programmazione Neuro Mentale (PNM) (sapienza) sta alla programmazione Neuro Linguistica (sapere) come  come l’invenzione dell’edificio sta alla costruzione dello stesso.

Formazione: dal sapere alla sapienza.

La formazione dell’uomo sta nel saper coniugare  cultura con realtà, nelle analisi delle proprie competenze, nel riconoscere i propri limiti e nell’usare giuste esperienze per arricchire le cognizioni al fine di sentire il sapore delle cose metabolizzate. La programmazione totale del sapere  non sta soltanto nella capacità virtuale del linguaggio e nell’esprimersi con simpatia e disinvoltura, ma nell’insieme delle cose assimilate. Anche se è vero che la cultura si costruisce con il sapere, bisogna tuttavia ammettere che la sapienza è scienza delle cose conosciute e precede il sapere perché nulla si può esprimere che non si sia prima imparato.  In questo senso PNM e PNL hanno legittimità di convivenza mentale a patto che la prima sia riconosciuta come “scienza del sapore” e la seconda come scienza d’espressione: la seconda senza la prima, è un esteriorità illusoria.

Il sapere deve distruggere le false credenze.

Per realizzarsi in senso totale, l’uomo deve possedere capacità d’apprendere e arte d’esprimersi:  basi galileiane perché la Programmazione Neuro Mentale (PNM) possa interagire con la Neuro Linguistica (PNL), dove l’una completa l’altra nello stesso apparato neurologico. La PNM, fra l’altro, presuppone la distruzione delle false credenze (idola) e la PNL non deve illudere l’individuo facendogli credere di poter esprimere un’idea senza conoscere i fatti di cui parla.

La sapienza è moglie legittima del sapere.

La conoscenza, afferma Bacone, non deve essere né serva né cortigiana ma moglie legittima ed allora la scienza non sarà più né una cortigiana, strumento di voluttà, né una serva, strumento di guadagno, ma una sposa legittima, rispettata e rispettabile, feconda di nobili prole, di vantaggi reali, e di oneste delizie.

 

 

 

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