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Genesi della della depressione: Causa o conseguenza del malessere

By 8 Novembre 2018 No Comments

 

logopedia per adulti bologna studio staffolani     Perché vivi se  vuoi morire distaccandoti dagli interessi della vita? 

 

Domanda metaforica: Io sto male perché sono depresso o perché non amo la vita?

Spesso la gente, a domande banali e semplici come quella nel  sottotitolo, non sa sa dare una risposta immediata a causa della velocità dell’interrogativo. Cito alcune di queste domande provocatorie che io ho fatto ad alcuni miei clienti, variamente depressi, per valutare i loro tempi di reazione.

Marco 45 anni. Vivo come se fossi morto. Non ho desideri né faccio scelte. Molti corrono come pazzi e io mi chiedo: ma dove vogliono andare? Che senso ha vivere?

Giovanna 37 anni. Ma io non vivo; se vivessi non verrei qui. Tutti i giorni provo a fare un passo in avanti, ma i miei traguardi si allontanano sempre di più. Mio marito mi dice che io non riuscirò mai a prendere il treno giusto. La vita è difficile da vivere.

Daniele 18 anni. Io non voglio vivere. Chi glielo ha detto a mio padre di mettermi al mondo? E perché devo fare ciò che vogliono i miei genitori? Mio padre mi ha messo al mondo per suo egoismo. La vita è una grande puttanata.

Giovanni 38 anni. Perché mi fa questa domanda? Io sono qui perché non sono più sicuro di nulla: non so più se amo mia moglie e se l’ho mai amata né se sono contento del mio lavoro. Io non so più niente. Sono deluso di tutti e di tutto.

Avrei tante altre risposte, ma tutte indicative di una incipiente depressione.

Vita disancorata
Le affermazioni sopra riportate non hanno bisogno di molti commenti perché si spiegano da sole: rappresentano l’amarezza di un’esistenza negativa e disancorata da quegli obiettivi che dovrebbero essere i cardini di ogni ragione di vita. Personalmente ritengo che la vita sia un’emozione che colora l’esistenza, ma dai risultati della mia breve inchiesta, sembra che l’esistenza non colori più le emozioni e la vita appaia misera e disadorna.

In alcune risposte, confuse ed esitanti, traspare, inoltre, una sorta di masochismo che evidenzia uno stato d’animo inerte e debole, tanto da dare l’impressione che il proprio malessere derivi dalle responsabilità altrui. Quando la vita è disancorata da ogni obiettivo, l’esistenza non appaga la volontà della persona a costruirsi un castello mentale. Alcune risposte, come quelle citate in appresso, concentrano l’attenzione sulla persona concepita come un’entità stagnante priva di ogni aspirazione: “vivo perché sono nato, per viltà, per mangiare, per studiare, per lavorare, perché non ho il coraggio di uccidermi, perché mi hanno messo al mondo, perché non posso far altro, per rubare e dar fastidio agli altri, per farmi le s….)” (in tono ironico e scherzoso).

Nessuno, purtroppo, che abbia affermato di vivere per realizzarsi, per sognare, per amare, per diventare importante, per fare qualcosa,  o semplicemente per soddisfare i propri desideri perché anche questo sarebbe stata un fine da raggiungere. La vita, infatti, non è soltanto un dono, ma un bisogno, che significa “vuoto da riempire” e un desiderio che significa realizzarlo. Quando non ci sono più le ragioni per vivere significa che la depressione è in agguato. Allora per difenderci dalla depressione  rileggiamoci, insieme, la lista dei bisogni e dei desideri umani.

L’appartenenza, ad esempio, ti fa sentire sicuro nella comunità.

La Conferma ti gratifica per quello che stai facendo o che hai fatto.

Il Nutrimento fisico e psicologico mantiene in equilibrio corpo ed emozioni.

La Sensorialità ti fa sentire ciò che è attorno a te.

La Sessualità ti permette di amare e donare vita.

La Riflessione ti eleva sopra le cose comuni.

La spiritualità ti fa entrare nell’infinito pur restando ancorato nel presente.

Anche se la “Spiritualità” non è riferita ad alcuna religione, con essa possiamo vedere le bellezze dell’Universo ed entrare in intimo rapporto con Lui. Possiamo guardare le stelle che brillano nel cielo e immaginare l’Infinito che ci circonda. Se ci sentiamo come granelli di sabbia di fronte all’immensità dell’Universo, ripiegandoci su noi stessi possiamo sentire il valore di quella “canna pensante” pascaliana che si piega al vento per non essere distrutta. Con il motto “il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”, personalmente vivo il sentimento di appartenenza con il mondo e imparo la filosofia che lo governa.

Riflessione. Ora che ho riportato queste risposte con i miei commenti, mi chiedo: il  motivo per cui sono stato consultato dai miei clienti, è la depressione  oppure è la conseguenza di un mondo che non li stimola più a vivere, a desiderare e a sognare?

 

 

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