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Rivista - Problemi d'oggi

L’uomo pensa, il Mondo fa pensare (n.4 del 2012)

By 8 Novembre 2018 No Comments

Il mondo.

I filosofi hanno dato diverse interpretazioni della vita, ma tutti hanno tenuto presente il concetto secondo cui un organismo per esistere, deve mettersi in rapporto con altri organismi. Ciò significa che l’uomo, nella sua totalità, non può essere isolato dalla società e che il suo valore è nel modo con cui si apre al mondo, dal quale riceve messaggi. Questa duplice dimensione uomo-mondo / mondo-uomo rappresenta la totalità della vita di ogni essere umano. Il mondo non ha nessun significato senza di qualcuno che lo pensi, lo organizzi e lo interpreti e l’uomo non ha alcuna possibilità d’esistere senza il mondo che lo ospiti. Numerose sono, infatti, le locuzioni che riguardano simile interazione.

Locuzioni.

Venire al mondo, abbandonare il mondo: indicano nascere e morire, in senso letterale. Partecipare alle gioie della vita o da essa ritirarsi in senso allegorico.
Avere del mondo, significa essere socievole, amabile, comportarsi con disinvoltura nelle relazioni sociali.
Da che mondo è mondo, vuol dire da qualche tempo immemorabile, fin dall’esistenza dell’uomo.
Entrare nel mondo, equivale ad affrontare la vita per intraprendere un’attività, una professione, un’arte.
Vivere fuori dal mondo, è sinonimo di scarsa o inesistente esperienza pratica della vita, senza curarsi di ciò che accade.
Fare mondo a sé, esprime uno stato d’isolamento e di privazione in rapporto con gli altri.
Fare tremare il mondo, corrisponde all’idea di incutere soggezione e timore con un comportamento prepotente ed autoritario.
Pigliare il mondo come viene, manifesta l’idea di adattarsi passivamente agli eventi più o meno piacevoli della vita.
Mondo cane, porco mondo: sono due forti espressioni di rabbia, due imprecazioni o di bestemmia.
Lasciare il mondo, equivale a morire.

Risposte al mondo

Le espressioni sopra citate rappresentano il modo con cui l’uomo entra in gioco con il suo mondo di fronte al quale vince e perde. Non è una lotta fra Titani , ma di Davide contro Golia e le probabilità di perdere sono infinite. Nonostante ciò, l’uomo ci prova e questo va a suo merito  perché non si arrende alle difficoltà.  Infatti è perdente quando la volontà è passiva, è vincente quando riesce a dominare il mondo imponendogli le proprie esigenze. 

Durante le sedute di psicoterapia, però, capita di ascoltare affermazioni contrarie a quella volontà che vorrebbe correggere il cammino del mondo. 

Affermazioni inusuali.

Vorrei morire, piuttosto che continuare così”, la mia non è vita… Da che mondo è mondo ci sono stati sempre puttane, ladri, prepotenti e, allora?
” Tutti dicono che nella vita bisogna avere ideali; io non ne ho nessuno e vivo come il mondo me la manda”.
” Spesso mi chiedo che cosa voglia dire avere un’idea se poi vedi che non puoi realizzarla”.
” Ma cosa sono questi ideali? Credere forse in un altro mondo? Credere nell’amore? Porgere l’altra guancia? E quando ti difendi? Sono tutte P.”.
” Io vivo fuori dal mondo perché il mondo non è mio e, se posso, lo sfrutto; il mondo è una porcata da cui ognuno deve prendere ciò che c’è di meglio”.
” Non si può vivere bene senza pensare a nulla? Ci sono tante persone che pensano per gli altri, ma sta’ tranquillo non lo fanno gratis”.
” Io faccio mondo a me, degli altri non m’importa perché ho sempre preso fregate”.
” Vivo alla meglio io non sono un eroe, a me va bene tutto, però quando si esagera allora non mi contengo e punisco chi mi fa del male”.

La psicoterapia è cultura non è inculturazione.

Da quanto affermato emerge un fatto indiscutibile: non essendo perfetto e non potendo raggiungere le mete più elevate  con le proprie energie, l’individuo chiede aiuto alla psicologia che risveglia la sua passività e lo psicologo, a sua volta, dà energia a chi pur intelligente, spesso si mette a dormire per negligenza .

Cultura psicologica,

 è quel patrimonio interiore di conoscenze intellettuali, spirituali ed artistiche che contraddistingue il comportamento umano. Non è erudizione, ma è educazione a saper sfruttare il patrimonio interiore, attraverso un processo dialettico fra ciò che si conosce e ciò che si desidera. Non è innata ma si costruisce con l’esperienza e con il buon uso delle potenzialità interiori; per questo ha uno stretto legame con  l’educazione quando trasforma il prodotto acquisito dall’esperienza,in regole e norme interiori per fortificare carattere e personalità.

Inculturazione,

al contrario, in quanto forma passiva di apprendimento, trasmette atteggiamenti e comportamenti familiari piuttosto passivi pur con qualche significato positivo: può trasmettere la bestemmia o la preghiera, ad esempio, solo in forma abitudinaria come pure, l’attivismo o la passività, senz’alcuna ricerca interiore sul significato dei termini.

La psicoterapia,

è cultura (desiderio di sapere) perché risveglia quelle abilità dormienti che giacciono nel fondo (inconscio) di ogni individuo che potrebbero impedirgli la piena realizzazione del proprio “Sé”. Un mio cliente, dopo un lungo percorso psicoterapeutico così ha espresso il proprio stato d’animo. ” Ho sempre bestemmiato  senza motivo come mio padre e come lui sono stato sempre a guardare come andava il mondo senza fare nulla per cambiarlo. Ero “inculturato negativamente” . Ora capisco che la cultura è altro, produce ricchezza interiore, facendomi comprendere che la vita è fatta di finezze e di cose stupide. Bisogna smettere di piangersi addosso.”

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