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Psicologia

La psicologia è come nostra madre e nostro padre?

Perché un titolo così importante per una disciplina come la Psicologia che non è neanche una scienza esatta? La ragione c’è perché la Psicologia è conoscenza della vita donataci in modo del tutto gratuito, dai nostri genitori e questa non è cosa secondaria.

La mamma, infatti, ci ha fatto crescere dentro il proprio corpo e il babbo l’ha accompagnata durante il periodo della gestazione con buone parole e ragionamenti progettuali. A volte hanno litigato, altre volte non sono stati gentili fra di loro, ma neanche con te che stavi sonnecchiando in apparato uterino, arrecandoti piccole scosse emotive; ma ciò era dovuto al fatto che la psicologia, non essendo scienza esatta, doveva dimostrare i propri difetti di ordinaria amministrazione.

Questo ragionamento, ovvio ma eloquente, vuol dire che la vita si basa sulle imperfezioni e che la Psicologia, valutando i propri errori, può diventare scienza perfezionabile che, migliorando se stessa, ottimizza anche le condizioni inadeguate dell’uomo.

libido passione e trasgressione nella coppia il blog di giuseppe staffolaniIn un certo senso la psicologia subentra alla madre e al padre quando l’individuo, diventato adulto, si allontana coerentemente dalla guida genitoriale per affinare o riprogrammare il proprio cervello alle esigenze della propria vita, affidandosi a quelle regole psicologiche che hanno contribuito a renderlo autonomo e autosufficiente.

Buon genitore è chi sa cogliere il momento giusto di non coinvolgersi nella scelta degli affetti, delle emozioni e delle credenze dei propri figli lasciando loro autonomia formativa. Buona regola sarebbe di guardare i diversi cambiamenti post-adolescenziali, non con l’istinto di possesso che di solito si rivolge alle cose, ma con l’espressione di un vago compiacimento e di sottile partecipazione nelle piccole scelte non condivise, per risvegliare il sentimento del fare da solo.

I genitori non devono mettere sulla bilancia la vita dei propri figli confrontandola con la propria, ma sorreggerla, archiviando le pretese di programmare il cervello altrui, per affidarlo a quella psicologia vissuta insieme da zero a venti anni che, sola, può scuotere quel sentimento d’inventare il futuro.

Dal ragionamento fin qui condotto, è facile dedurre che l’educazione degli esseri umani non avviene con il contributo delle scienze esatte, che non sono sempre esattissime, ma di quelle empiriche, sperimentali, induttive come la Psicologia e le scienze affini chiamate educative.

 

La Psicologia mette in pratica regole, suggerimenti e metodi ai vari sistemi che agiscono nel mondo in maniera imperfetta per raffinarli. La famiglia è il primo sistema di ogni società inizialmente guidata da due persone: madre e padre.  Interagendo, esse trasmettono i propri valori imperfetti ai propri figli per perfezionarli durante il cammino educativo. Una buona mamma educa senza parlare; un buon papà educa senza opprimere. Una buona psicologia porta con sé gli antidoti sintomatici come emozioni e sentimenti che uniti, insieme stabilizzano l’animo umano per eliminare ansie, dolori, nevrosi e tutto ciò che fa male all’esistenza.

 

 

 

E’ la Psicologia ben vissuta che funge da buon papà e da mamma premurosa; è sempre la Psicoterapia che aiuta a modificare i propri comportamenti e a sollecitare quelli degli altri  a fare altrettanto. Per raggiungere uno scopo, non è sufficiente solo pensare, ma occorre agire, leggere, aggiornarsi e tenere sempre dritta la bara del proprio comando.

 

 

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