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Psicologia

Io non sono perfetto quindi esisto

Cartesio, filosofo francese vissuto nel 1600, nella sua ricerca di un metodo per dimostrare il vero dal falso, adotta il cosiddetto “dubbio metodico” consistente nel mettere in discussione ogni affermazione ritenendola parzialmente falsa.

Il filosofo francese formula un aforisma che esalta la mente a svantaggio del corpo: infatti, afferma: ” cogito ergo sum” che tradotto, vuol dire “penso dunque sono”. Preso in tal senso, il pensiero domina sul corpo esattamente come vuole il razionalismo, corrente che usa la ragione come strumento di ricerca e di verità con cui Cartesio esalta il pensiero come organo conduttore delle esperienze corporee. Se, al contrario, fosse stato un materialista, avrebbe dovuto affermare “Sum ergo cogito”, ossia ” Sono (esisto) quindi penso”. Sarebbe stato come affermare che l’uomo non è ciò che pensa ma ciò che mangia, ovvero, ciò che diviene crescendo.

 

Personalmente io seguo un’altra via: considero l’uomo come un essere imperfetto che, per tutta la vita ricerca il proprio perfezionamento che lui non  raggiungerà mai, perché se ci riuscisse, diverrebbe perfetto e avremmo tanti dei che ci riporterebbero ai tempi antichi.

L’imperfezione non è un difetto, ma uno stato momentaneo dell’essere umano; è il percorso di ogni soggetto per diventare grande e su di esso ho applicato un aforisma: ” sono imperfetto quindi esisto” lasciando così intendere che l’imperfezione è la base di partenza per diventare altro da quel che si è. Su questa massima è insita la volontà di un permanente cambiamento delle cose e dell’umanità, perché tutto ciò che esiste, compresi pensieri e idee, sono il risultato di una maturazione e di una trasformazione. Anzi: ognuno di noi è una trasformazione in atto.

Nel XVIII e XIX secolo, ad esempio, quando i contadini mangiavano due o tre chili di polenta a giorno, in Italia c’era una malattia chiamata pellagra, sconfitta solo durante l’età giolittiana, grazie a misure giuste per incrementare il benessere; solo nel 1902 fu resa obbligatoria la denuncia dei casi accertati. Nonostante ciò il Veneto rimase la regione più colpita fino a quando la malattia non scomparve in tutto il paese.

libido e trasgressione di coppia il blog di giuseppe staffolani

Mi sembra irragionevole confrontare la situazione di ieri con il covid-19 di oggi, ma il pensiero cartesiano che pure è in me, m’induce a riflettere su questo episodio storico, per affermare che le nostre imperfezioni, determinano, con buona ragione, lo stato di salute del nostro corpo. Non è, quindi, solo il pensiero a determinare la nostra esistenza, bensì è la qualità del corpo a stabilire il tenore della vita esistenziale.

“Sono imperfetto quindi esisto” è un ragionamento logico deduttivo che acquisisce concretezza da un vissuto mutevole che va a perfezionare qualità del pensiero cartesiano.

 

 

Due ragionamenti logici che pur partendo da principi opposti, comprovano l’esistenza umana: il primo la deduce dalla dignità di una facoltà astratta percepibile con la ragione, il secondo da una effettività concreta percepibile tramite la comprensione emotiva. Quale dei due ragionamenti soddisfa maggiormente la conoscenza?

 

 

Questa è l’incognita della vita che ci spinge ad agire per diventare sempre migliori: pensiero e corpo sono due entità che non possono essere disgiunte. L’uomo è unico nella sua immagine di perfettibilità e va preso nella propria totalità.

Nell’essere umano c’è il gioco dei colori: la struttura del corpo, il valore del cervello e le varie funzioni della mente che compongono l’intero organismo.  Preso nella propria totalità ha un valore inestimabile, nelle singole parti, non avrebbe ragione di esistere.

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