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Psicologia

Pensieri e Parole – 4 (2014)

By 8 Novembre 2018 No Comments

I tempi della vita

L’interesse dell’individuo.

Marziale, nei suoi Epigrammi afferma che “la vita non è vivere, ma vivere in buona salute”.  Simile principio oggi come ieri, è l’interesse primario di ogni individuo che voglia trarre dalla vita il massimo godimento. Senza la salute, infatti, si sopravvive e la sopravvivenza non significa stare sopra la vita, ma sotto di essa: cavarsela, sfuggire alla morte per continuare a vivere sfruttando la noia d’esistere.

Cerca la tua ricchezza.

Vivere è sinonimo di buona salute fisica e psicologica; non è sufficiente stare bene fisicamente perché un semplice stato di ansia o una semplice preoccupazione ti porta tristezza e disinteresse: creati suggestioni e magnetismi e non sfruttare la miseria per il gusto d’impietosire gli altri.

Solo il pensiero salva.

La vita fisica corre insieme a quella psicologica perché la felicità sta nel corpo e nella mente e nell’eterna dinamica delle contrapposizioni fisiche e mentali. Là dove non c’è alleanza fra dolore e gioia potrebbe non esserci la felicità perché manca un compromesso e fra due opposte tendenze. Se tu, infatti, non superi il disagio fisico, il corpo s’infiacchisce nel malessere. Solo la fantasia ti può salvare.

Contratto sociale.

 L’ignoranza (non conoscenza)  è il primo nemico da abbattere. Il dire: ce la faccio da solo, non ho paura di nessuno, non ho bisogno di te, e altre frasi di tal senso, testimoniano la non conoscenza del Contratto sociale che garantisce lo Stato di natura“. Il primo ti dà regole, stabilità, diritti e doveri, restringendo quel campo d’azione che lo Stato di natura ti aveva concesso con la libertà sfrenata e pericolosa. Il contratto sociale limita alcune pretese, ma garantisce l’espansione del pensiero. 

Vivere significa superare le opposizioni.

L’ignavia è il secondo nemico da combattere, perché se un individuo non fa nulla per conquistare una porzione del mondo, non è pensabile che il mondo vada da lui, per farsi conquistare. La vita è  un abbraccio fra due situazioni: una pianta si radica in terra e tende al cielo, una casa va dal basso in alto, la neve si scioglie al sole e diventa acqua,  il sole riscalda la terra e questa dà frutti, l’uomo tende la mano all’altro e quando è respinta, scoppia il conflitto.

L’ingordigia non è solo un difetto  di gola.

L’ingordigia designa una personalità irrefrenabile a possedere più di quanto sia necessario alla propria esistenza.  L’ingordo ha una personalità orale infantile: un bambino ha piacere di assumere cibo, l’ingordo acquisisce potere divorando; un bambino si attacca con determinazione al seno, l’ingordo si attacca con ostinazione alle cose e persegue i propri interessi; un bambino morde se gli togli il seno della mamma, l’ingordo è aggressivo se gli togli i suoi beni; un bambino rifiuta il cibo, l’adulto si chiude in se stesso e diventa asociale. L’ingordigia è una tendenza che tende a distruggere tutto ciò che è fuori del proprio  per avere tutto dentro di .

La psicologia è come un contratto sociale senza di essa si ritornerebbe allo stato di natura.

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