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Rivista - Problemi d'oggi

Genitori e figli (n.16 del 2014)

By 8 Novembre 2018 No Comments

Tipi di genitori

Avete mai pensato quanti tipi di genitori e di figli esistono al mondo?  È impossibile farne un elenco. Proverò, a descriverne tre tipi che  conosco abbastanza bene.

Genitore ottimista

Il primo è il cosiddetto genitore ottimista; quello che di fronte ai risultati scolastici positivi del figlio, esprime  tenerezze o ricariche telefoniche. “Bravo, così ti voglio bene, continua pure su questa strada, ti regalo una ricarica da 30 euro”.

Genitore pessimista

Il secondo è il genitore pessimista; quello che di fronte ai risultati scolastici negativi del figlio, lo deprime con rimproveri e, a volte con punizioni, vietandogli la partita di calcetto o di usare il telefonino: “Sabato prossimo non andrai alla partita di calcio e lascerai a me il tuo telefonino”.

Genitore incoraggiante

Il terzo è il genitore incoraggiante: quello che di fronte ad un brutto voto dimostra dispiacere e rammarico come se l’insufficienza del ragazzo fosse propria. Partecipa al suo giusto dolore indirizzandogli frasi promettenti e incoraggianti: “Vedrai che la prossima volta prenderai un bel voto, lo sai che, se ti dai da fare, ci riesci: ricordi quando ha superato quella brutta faccenda da solo?”

Aspettative da parte dei figli

Il primo figlio, associando l’obbligo scolastico all’ottimismo genitoriale, concepisce la scuola come mezzo di soddisfazione genitoriale  e non come mezzo di propria elevazione. In tal modo si convince che ogni buona prestazione sia pagata indipendentemente dall’impegno prodotto e ciò non corrisponde al vero senso della vita.  

Il secondo, già addolorato per il risultato scolastico deludente, si forma l’idea che dalla vita non ci si debba aspettare nulla, perché se a un dolore si aggiunge una punizione piuttosto che un atto di comprensione, crollano tutte le speranze e gli viene meno la volontà di riscattare l’errore compiuto.

Il terzo, superata l’amarezza del brutto voto con la comprensione dei genitori che, senza premi né castighi, hanno saputo creare i presupposti di una visione ottimistica della vita, crede nell’attestato di fiducia per ciò che lui potrà fare in futuro. Ciò, diventa la molla di un cammino virtuoso.

Incoraggiamenti

Personalmente non direi mai “Bravo” a un ragazzo già soddisfatto dai propri meriti scolastici perché lui, facendo il proprio dovere, è già soddisfatto dal proprio risultato. Il “bravo” sarebbe pleonastico. Semmai si potrebbe affermare: “Sono orgoglioso di te”.

Né punirei inadempienze scolastiche con messaggi negativi di supposta superiorità che distruggono la speranza di diventare migliore e spengono la volontà di cambiare. Frasi come “Mi meraviglio di te” o “Tu non farai mai, nulla di buono”, sono prodromi di mortalità scolastiche precoci.

Sosterrei, invece, l’idea del genitore incoraggiante, che non premia né condanna, ma incoraggia il ragazzo a guardarsi dentro, mettendo in moto quelle dinamiche dormienti che, non hanno ancora trovato il giusto verso.

Il futuro non si crea solo con la volontà, ma anche con la benevola comprensione degli errori, che non sono sempre negativi, ma esperienze per non commetterne altri. 

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