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La famiglia felice: immagine del passato o del presente?

Una famiglia felice è l’immagine che ognuno si porta dentro fin da piccolo se l’esperienza gli ha concesso la fortuna di viverla, in caso contrario essa è vissuta come miraggio o come rimpianto.  Quelli della mia età possono avere un’immagine di famiglia del passato, mentre i più giovani possono confrontarsi con le esperienze di famiglie cosiddette post-moderne delle quali, in data odierna, non si possono dare giudizi per mancanza di esperienze confrontabili.

In tutti i casi la famiglia è un “tesoretto”, nel senso di capitale psicologico oltre che economico.

Quale famiglia?

Personalmente ho un’immagine del passato che ho cercato di aggiornare con quella del presente con alcune riserve su quella del futuro, soprattutto per quanto riguarda il problema delle generazione dei figli; ai quali è sempre bene dare risposte precise e adeguate al vissuto storico perché essi, da grandi, vorranno sapere nome e cognome del padre e della madre, del nonno e della nonna e del motivo per cui sono stati adottati.

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10 consigli ai genitori.

Senza entrare nel merito delle famiglie del futuro, mi permetto di elencare 10 consigli pratici ai genitori generativi e a quelli di minori in affidamento.

  1. Nessun figlio chiede ai genitori di nascere, quindi si rispetti la volontà di chi esiste, pur essendo silente.
  2. Leggerezza e irresponsabilità significano mancanza di rispetto per le persone amate. La leggerezza, a volte, è tollerabile, l’irresponsabilità no.
  3. Ogni separazione giudiziale finisce con il formare due famiglie economicamente povere e psicologicamente infelici.
  4. Esistono alternative psicologiche alla separazione: si chiamano psicoterapia individuale, di gruppo e di coppia che propongono  Conciliazione di coppia Riconciliazione matrimoniale. In casi estremi, sempre separazione consensuale.
  5. La Psicologia sta dalla parte di chi crede che si possano comprendere le motivazioni di un eventuale errore, senza ricorrere a soluzioni estreme.
  6. L’uomo è un essere dialogico per sua stessa natura ed è in grado di ricostruire un rapporto fatiscente su basi più solide. Perché non farlo?
  7. Per vivere bene occorre conoscere e praticare anche la psicologia che insegna a tollerare i propri errori e quelli altrui. Non occorre “perdonare”, ma bisogna “comprendere”: il “perdono” è un sentimento passivo per chi lo riceve, mentre il “comprendere” è un sentimento attivo sia per chi lo riceve, sia per chi lo compie.
  8. Formare famiglia è come acquistare una casa con un mutuo da pagare a lunga scadenza, perché essa è un capitale psicologico che necessita di tre condizioni: lavoro stabile, impegno economico sicurezza nei sentimenti. Se le prime due opzioni vengono meno per motivi  di forza maggiore, la terza è l’unico sostegno che dipende dalla volontà.
  9. Provare simpatia o innamorarsi di altri, non solo è normale, ma è l’occasione per rafforzare l’unione, a patto che ci sia una volontà reciproca di ricominciare.
  10. I sentimenti non si comprano con il matrimonio: si discutono per approfondire le ragioni di momentanee difficoltà.

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La felicità: un patto personale

La felicità non si trova al mercato, né esiste il pacchetto della felicità. Forse non esiste neanche la felicità, se ciascuno di noi non si mette a cercarla. Esistono molti avversari della felicità: litigi, separazioni, divorzi, superficialità e ignoranza delle regole per conquistarla. La felicità è soltanto una ricerca infinita che dura tutta la vita. Per questo è un “tesoretto” che si conquista con amore, responsabilità e sensatezza psicologica.

Conclusioni personali

La famiglia non è mai la scelta più facile per stare insieme, ma la più difficile e sofferta, perché si tratta di mettere insieme due cervelli e due sentimenti completamente diversi e a volte contrastanti. Per essere vincenti occorre ragionare poco e amare molto. Solo così si è vincenti e la fortuna non c’entra per nulla.

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