/* il mio dottore widget*/
Rivista - Problemi d'oggi

Studiare la famiglia che cambia

By 8 Novembre 2018 No Comments

 

Nuove concezioni

 

La famiglia tradizionale sta attraversando un periodo psicologico ed economico difficile; sembra che abbia perso tutte le caratteristiche che l’ha fatta sopravvivere fino ad oggi. Nuove concezioni  prevalgono su quella tradizionale, generando confusione fra le coppie e disagio fra genitori e figli.

L’unione di due persone non sempre forma una famiglia

Le “Unioni familiari” senza matrimonio sembrano prive di quelle affettività e moralità che dovrebbero sostenere i momenti più difficili; non essendo più sorrette da fili inossidabili (pur discutibili) del tempo passato, non rappresentano più, a torto o a ragione, il fondamento della Società, perché appaiono un po’ tentennanti, a volte, fragili e improvvisate, che non sempre danno garanzie di solidità e stabilità.

Integrazione e pianificazione

Una Società multietnica, invece, ha bisogno di buona integrazione socioeconomica e di una pianificazione psicologica per omologare e proteggere le varie differenze, senza imporre domini culturali sui vari aspetti della vita. Usi, costumi e rispetto possono convivere senza rinunciare alla proprie credenze. Solo l’unione della coppia può costruire una famiglia accanto all’altra  per scambiarsi i reciproci valori.

Valorizzare le esperienze con i sentimenti

Se i tempi cambiano, anche la famiglia  deve adattarsi ai mutamenti in corso e la psicologia ha il compito di facilitare l’integrazione dei vari popoli  che concorrano a realizzare lo stesso fine: il benessere personale nel pieno rispetto delle differenze. La psicologia è nella mente di tutti pur in forme diverse, ma la cultura psicologica dev’essere al di sopra dei singoli individualismi.

Il dialogo è appena cominciato

Il dialogo è appena cominciato, le difficoltà esistono, ma la voglia di essere protagonisti diretti di questo cambiamento, riscalda gli animi e ci mette tutti al lavoro per essere i primi cittadini di un nuovo mondo.

 

Leave a Reply