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Psicoterapia

Chi sono gli umani? persone perfette o imperfette?

Eva, posta nel suo paradiso, da scaltra donna qual era, aveva subito intuito la gravità della situazione e con la scusa della mela, frantumò il grande progetto della perfezione e volle essere imperfetta.

Il Paradiso, nella sua perfetta inalterabilità, doveva apparirle come una casa di riposo, lussuosa ma priva di movimento e dei vari ritmi della vita che alternano il bene al male; così convinse Adamo a mangiare il frutto proibito per andare a soffrire con gli umani.

Chi sono gli umani? Gli umani sono  quelli che derivano dall’uomo, come gli animali dalle bestie e i vegetali  dall’arboreo.

Gli umani non sono perfetti perché l’imperfezione è la loro caratteristica principale, tanto è vero che, per trovare un modus vivendi compatibile con il proprio essere, hanno dovuto inventare la convivenza che, in parole povere, significa vivere contemporaneamente insieme con gli altri senza recarsi danni reciproci.

Ci sono umani antichi che ancora non hanno compreso pienamente il significato del vivere insieme e ci sono gli umani moderni che, pur avendone capito il significato, non ne hanno compreso il valore e si fanno guerre per proprio interesse.

Gli umani di oggi conservano ancora alcuni istinti bestiali come la difesa del proprio territorio e l’istinto di possedere la femmina intesa come cosa propria e non come amica da amare.

  Recentemente, siamo nel 2001, alcuni giovani violentano impunemente le ragazze e altri in pieno tempo di pandemia, quando muoiono 500 persone ogni giorno per mancanza di vaccini, scavalcano l’ordine stabilito dal potere statale sottraendo il vaccino alle persone anziane che continuano a morire in numero impressionante. Con questi fatti direi proprio che l’idea di avvicinarsi alla perfezione sia ben lontana.

I due gesti sono stati ampiamente evidenziati dalla stampa da parte da altri umani più consapevoli, ma il non rispetto della vita è stato molto evidente. Ciò significa che gli umani non sono tutti uguali, sebbene tutti lottino per uscire dall’imperfezione anche compiendo ingiustizie. Spesso fraintendono il “capire” con il “comprendere” e ignorano che comprendere e capire sono due modi diversi di vedere le cose: comprendere presuppone la partecipazione diretta dei sentimenti (prendere con sé) mentre capire, significa assimilare esteriormente il significato delle parole.

Applicando i due termini alla gestione del virus ora in atto, il capire significa che tutti hanno capito il diritto di priorità spettante alle persone anziane, ma pochi hanno compreso di lasciare libero il passaggio perché ciò possa accadere.

Ognuno ha pensato a se stesso, ma pochi hanno riflettuto prima di pensare e, si sa, che l’egoismo è l’impulso che fa scattare la corsa per arrivare prima degli altri.

Gli umani sono tutti imperfetti e tali rimangono finché in essi non scatta la molla della perfettibilità che non è la completa esenzione di lacune e difetti, ma la strada verso quella situazione ideale che non si raggiungerà mai, ma che è l’unico percorso per migliorarsi.

Conquistando la cosiddetta umanità, capacità di comprendere e condividere i sentimenti con gli altri, senza cui l’uomo conserverà sempre il proprio egoismo, io credo che ci sarà la vaga speranza di superare anche la situazione dell’ “homo homini lupus” di obbesiana memoria.

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