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Che cos’è la Programmazione Neuromentale (PNM)

By 8 Novembre 2018 No Comments

Non si può comunicare nulla che non si sia prima appreso

  Che cos’é il Sé?

Uso il termine “Programmazione”, tratto dal mondo dell’informatica, come sinonimo di tutte le “conoscenze” che costituiscono il “sapere”umano, la cui origine sta nel risultato di tante fluttuazioni neuro-fisiologiche e psichiche connesse fra loro nella pianificazione del presente e, spesso, nell’immaginazione del futuro.  La conoscenza, infatti non è un concetto astratto, ma un risultato della azioni umane del passato, vissute nel presente e proiettate nel futuro. Il cervello senza questo circuito psico-neuro – sensoriale (software del sapere) sarebbe una massa inerte insignificante.

Il Programma  instaurato nel cervello è una sorta di immagazzinamento delle esperienze  derivanti dai sensi ed elaborate  dall’intelletto, per essere poi trasformato in sentimento, tramite la forza delle emozioni. Tutto ciò avviene come se all’interno del nostro corpo ci fosse un algoritmo inconscio che con una sequenza di precise istruzioni analizza le varie esperienze della vita e le compone in determinati schedari. Un algoritmo, in  parole semplici, è un sistema che attraverso  una complicata procedura automatizza il pensiero per risolvere un problema applicandovi un certo numero di passi elementari.

Chi può spiegare, infatti, i contrastanti processi emotivo-sentimentali che si verificano nel nostro organismo, se non questo ipotetico sistema che fra qualche tempo ci insegnerà anche ad amare? Vivendo in un’epoca in cui i robot stanno sostituendo l’uomo anche nel campo dei  sentimenti, non ci viene il sospetto  che la natura umana abbia già programmato, con un ipotetico algoritmo, le nostre funzioni che noi aggiorniamo con le esperienze quotidiane?

Con i sensi, infatti,  ci rappresentiamo il mondo per arricchire la nostra conoscenza tramite quel complicato processo neurofisiologico che fin dalle fasi embrionali produce quell’essenza morbida, invisibile e immateriale che si chiama mente. Che cosa sia la mente è cosa difficile da definire se non impossibile. Esperienze in psicoterapia lo hanno ampiamente dimostrato, tanto è vero che, chiestone il significato, le risposte sono state frivole, approssimative e superficiali. Sebbene non si conosca ciò che avvenga in essa e ancorché ci sfugga persino il significato di senno e intelletto, possiamo tuttavia affermare che se cambiamo modo di pensare, siamo in grado di trasformare  il modo di agire e  ricordare.

Come avviene tutto ciò in noi senza averne alcun riscontro? Non è, forse, quella che io chiamo Programmazione Neuro Mentale (PNM)  o sistema che trasforma le semplici sensazioni in processi più elevati tali da  rigenerare i ricordi del passato o d’immaginare eventi iperurani?

La Scienza si è occupata molto, della Programmazione Neuro Linguistica (PNL); poco della Programmazione Neuro Mentale (PNM), come se l’aspetto esteriore dell’individuo valesse di più di quello interiore. “Sapere”  non significa “conoscere tutto”, né “conoscere tante cose”: Il “Sapere”è una ricchezza interiore che si manifesta nel modo di pensare, nei gesti, nel linguaggio, nel comportamento e nella costituzione del “proprio Sé”.

Che cos’è il Sé?

In Psicologia il “” è ciò che è dentro la propria coscienza, il nucleo di una personalità con carattere permanente, continuativo e variabile. Permanente, perché l’uomo, non essendo un burattino, spesso si comporta da Persona equilibrata. Continuativo perché ogni soggetto è una continua crescita e decrescita (continuità della vita)Variabile perché occorre adattare a sé stessi un mondo in continua evoluzione e ciò presuppone un individuo che sia predisposto alla variazione dei tempi.  Se il mondo è concavo, l’uomo deve essere convesso e se il mondo è convesso, l’individuo deve diventare concavo in modo di dominare l’oscillazione dei fenomeni naturali con i quali interagisce con la fermezza del proprio Sé.

I percorsi psicologici cognitivi orientati alla programmazione del sapere hanno dimostrato più volte che, pianificando la propria vita,  si avvertono meglio i ricordi, si mantiene la parola data e ci si predispone agli altrui. Durante una psicoterapia di gruppo, un giovane universitario  fuori corso, ha dichiarato: “Da quando frequento questo gruppo ho recuperato tre esami dell’anno scorso e ne ho sostenuti due del corrente anno: mi sento veramente bene perché ora mi stimo”. Un altro partecipante gli ha risposto: “Anch’io credo di valere più di prima, ma non riesco ancora a mettere in atto ciò che sento dentro”. Due dichiarazioni diverse, ma che si equivalgono perché dimostrano che ognuno dipende dai propri tempi psicologici.

 

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