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Che cos’è la Programmazione Neuromentale (PNM)

By 8 Novembre 2018 No Comments

Non si può comunicare nulla che non si sia prima appreso

  Che cos’è il “Sapere”?

La somma di tutte le informazioni che l’individuo acquista tramite i propri mezzi, coincide con quello che noi chiamiamo “conoscenze” che non sempre, però, coincidono con il sapere umano. Il “sapere”, infatti,  non è somma di tante conoscenze, ma “totalità esperienziale” programmata e vissuta dalla natura dell’uomo, il quale non è somma organi diversi, ma  “totalità psico-fisica” di corpo e cervello. “Sapere”significa “distribuire sapore”nel trasmettere ad altri le proprie competenze.

La Programmazione è l’inizio del sapere?

Il “sapere”, quindi, non è la somma di esperienze disorganiche e disparate, ma totalità organica della “conoscenza globale della vita, degli usi e dei costumi” di cui la programmazione ne definisce gli obiettivi e ne regola i contenuti. La programmazione è la messa in onda delle conoscenze possedute dall’individuo  studio, esperienza e saggezza. Con riferimento all’infinita sapienza di Dio, per fare un esempio metaforico, Dante così si esprime: Colui lo cui saver tutto trascende” per cui la conoscenza s’identifica con la sapienza e saggio, è colui che si distacca dalla materialità del giudizio.

La conoscenza non è un concetto astratto.

La conoscenza umana è un risultato delle azioni del passato, vissute nel presente e proiettate nel futuro e il cervello senza questo circuito psico – neuro – sensoriale,  software del sapere, sarebbe una massa inerte insignificante. Il Programma  del cervello è una sorta di immagazzinamento delle esperienze derivanti dalla vitalità dei sensi, dalla elaborazione intellettuale e da quella sentimentale. Con il contributo delle emozioni il sapere si esprime mediante il sentimento che rende saggio l’Essere umano e benefico ciò che gli esprime.

Il cervello è come un algoritmo?

Tutto ciò avviene come se il nostro cervello fosse un algoritmo: un procedimento inconscio che con una sequenza di precise istruzioni analizza le varie esperienze della vita e le compone in determinati schedari.; un algoritmo, infatti, non è un sistema che con  una complicata procedura automatizza il pensiero per risolvere un problema applicandovi un certo numero di passi elementari?

Un algoritmo per le nostre funzioni?

Chi può spiegare, infatti, i contrastanti processi emotivo-sentimentali che si verificano nel nostro organismo, se non questo ipotetico sistema inconscio che sfugge alle nostre conoscenze?  Vivendo in un’epoca in cui i robot sostituiscono l’uomo nei più comuni lavori, mi viene il sospetto  che la natura umana abbia già programmato, con un ipotetico algoritmo, le nostre funzioni future. Anche nel campo sessuale mi chiedo come si possa a pensare a sostituire la propria donna con una bambola gonfiabile.

Se cambio pensiero muto l’ agire?

Che cosa sia la mente è cosa difficile da definire se non impossibile. Esperienze in psicoterapia lo hanno ampiamente dimostrato, tanto è vero che, chiestone il significato, le risposte sono state frivole, approssimative e superficiali. Sebbene non si conosca ciò che avviene in essa e ancorché ci sfugga persino il significato di senno e intelletto, possiamo tuttavia affermare che se cambiamo modo di pensare, siamo in grado di trasformare il modo di agire e ricordare.

Il sapere equivale a saggezza?

Ho sempre creduto che la Programmazione Neuro Mentale (PNM)  è un sistema cognitivo che trasforma le semplici sensazioni in processi più elevati, tali da rigenerare i ricordi del passato o d’immaginare eventi futuri.

Scienza si è occupata molto della Programmazione Neuro Linguistica (PNL); per nulla della Programmazione Neuro Mentale (PNM) come se l’aspetto esteriore dell’individuo valesse di più di quello interiore e ciò conduce a qualche domanda: come si può esprimere un concetto se prima non è nella mente? Il “Sapere” non è una ricchezza interiore che si esprime tramite il linguaggio, il comportamento e la costituzione del “proprio Sé”?

Che cos’è il sé?

In Psicologia il “” è ciò che è dentro la propria coscienza, il nucleo di una personalità con carattere permanente, continuativo e variabile. Permanente, perché l’uomo, in genere, è sempre se stesso. Continuativo perché ogni soggetto è una continua crescita e decrescita (continuità e discontinuità della vita)Variabile perché bisogna adattarsi al mondo in continuo cambiamento. Se il mondo è concavo, l’uomo deve essere convesso e se il mondo è convesso, l’individuo deve diventare concavo in modo di dominare l’oscillazione dei fenomeni naturali con i quali interagisce con la fermezza del proprio Sé.

Tempi psicologici.

I percorsi psicologici cognitivi orientati alla programmazione,hanno dimostrato più volte che pianificando la propria vita,  si avvertono meglio i ricordi, si mantiene la parola data e ci si predispone agli altrui.

una psicoterapia di gruppo, ad esempio, un giovane universitario fuori corso, ha dichiarato: “Da quando frequento questo gruppo ho recuperato tre esami dell’anno scorso e ne ho sostenuti due del corrente anno: mi sento veramente bene perché ora mi stimo”.

Un altro partecipante gli ha risposto: “Anch’io credo di valere più di prima, ma non riesco ancora a mettere in atto ciò che sento dentro”. Due dichiarazioni diverse, ma che si equivalgono perché dimostrano che ognuno dipende dai propri tempi psicologici.

Scritto nel marzo 2016, modificato nel marzo e maggio  e giugno 2019.

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