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Psicologia

Che cos’è la perfettibilità?

La perfettibilità è una tendenza al cambiamento per diventare diversi da ciò che si è. E’ una disposizione a cambiare in un senso, piuttosto che in un altro: se  si avvia il pensiero verso il miglioramento di se stessi e si riflette sulla ottimizzazione del proprio stato, pur sapendo di non poterlo raggiungere compiutamente, le energie psichiche e corporee  si dirigono verso un mondo dove prevalgono sentimenti e affetti costruttivistici. La visione di questo nuovo futuro incita l’organismo a superare le proprie imperfezioni per raggiungere la desiderata completezza.   In questo caso, il desiderio del perfezionamento illumina il mio cammino esistenziale.

 

Se, al contrario, s’indirizza il pensiero in direzione opposta, si corre il rischio di permanere nello stato dell’imperfezione, perché l’evoluzione non incoraggiando le  energie fisiche e psicologiche a desiderare successivi livelli di perfezionamento, si appaga di ciò che ha ottenuto, cioè l’immaturità che è uno stato d’infantilismo. Il restare infantili, eliminando ogni progetto di cambiamento, adatta sentimenti e illusioni a una opaca accettazione di una vita priva di  fantasie e  progetti che, soli, costruiscono la realtà.

 

La riflessione sull’imperfezione umana, momentanea situazione esistenziale di tutti, è costruttiva, solo se insegna che l’aver commesso degli errori non è un fallimento, ma un semplice modo per prendere coscienza della situazione imperfetta.

Esiste un aforisma che recita “errare humanum est, perseverare, autem, diabolicum” che, tradotto, significa: commettere degli errori è umano, ma perseverare è diabolico. Il significato è chiaro: è utile attenuare i sensi di colpa causati dai propri errori, ma è diabolico continuare a sbagliare. Umiltà, coraggio e saggezza sono le tre forze con cui puoi superare la tua imperfezione.

Conservata per lungo tempo nella vita quotidiana, l’imperfezione non costruisce il futuro né prepara l’individuo a difendersi contro le inevitabili avversità esistenziali. La mente, come tutte le altre facoltà umane, si difende allenandosi: se la tieni in ozio per tutta la giornata, sei molto più stanco di quanto l’avessi usata in forma attiva.

 

     Mi vengono in mente, a volte, alcune espressioni di soggetti in terapia che, con rammarico, comprendono sempre dopo.

” Se ciò l’avessi capito prima, non avrei commesso tanti errori”.

” Se avessi applicato i principi che ho imparato ora, sarei diventato ricco”.

” Se avessi saputo che la mente  arrugginisce, come dice lei, l’avrei fatta lavorare molto di più, ma nessuno me lo aveva detto.”

“Se fossi stato più intelligente, avrei dovuto ottenere un titolo di studio prima di fare l’operaio”.

“Se avessi …”, spesso, si trasforma in autocondanna come l’altra frase molto in voga che spesso è rivolta a chi non ha preso i treni più opportuni della vita. ” …Te l’avevo detto!”.

E’ proprio vero: nessuno è perfetto ma, a volte, riflettendo sugli errori altrui, s’imparano tante cose ed è proprio per questo che lo studio Staffolani ha coniato diversi aforismi che costruiscono il futuro tra i quali uno si adatta perfettamente in questa situazione: ” Non perdere mai il primo treno che passa, perché non sai dove ti avrebbe portato”.

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