Psicologia

Psicologia dell’adolescenza

By 8 Novembre 2018 No Comments

 

      Crescita, contraddizioni, paure, fobie, sessualità 

 

Gli adulti hanno un’idea non del tutto positiva di questa fase, perché gli adolescenti appaiono poco educati, un po’ strampalati, spesso irrispettosi e, di solito,  scomposti nei loro atteggiamenti. Rispondono con poco garbo in sintonia con il loro  aspetto fisico piuttosto disarmonico: braccia e gambe troppo lunghe rispetto al resto del corpo, viso peloso coperto di brufoli, comportamento contraddittorio fra il voler essere adulto e l’essere infantile, voce bitonale oscillante fra falsetto e  di petto; con tali requisiti, dimostrano che la loro sicurezza contrasta con la presunta sapienza che vogliono dimostrare.

Noi li giudichiamo con la nostra presunta maturità perché siamo abituati ad esprimere giudizi e abbiamo dimenticato la nostra adolescenza. Sta di fatto che se qualcuno ce la ricorda, rispondiamo con la solita frase: ai nostri tempi era tutto diverso, senza renderci conto che goffaggine e precario equilibrio psico-fisico sono due componenti fisiologiche della loro età che, essendo di transizione, porta con sé aspetti negativi e positivi anche nel vivere emozioni, sentimenti,  sport e sesso. Per questo gli adolescenti sono molto vulnerabili nei sentimenti.

Contraddizioni

Le contraddizioni adolescenziali si evidenziano maggiormente quando, per farsi notare, alimentano i propri  movimenti scoordinati per dimostrare il passaggio dalla seconda infanzia all’adolescenza quando si ritengono grandicelli, ma ancora infantili. Liberati dalla quasi completa dipendenza genitoriale, i giovani danno sfogo alla loro eccessiva esuberanza che spesso confondono con la libertà di cui ancora non ne capiscono il pieno significato. Non sanno, ad esempio, che la libertà in senso assoluto non esiste e che l’individuo è veramente libero solo quando è in grado d’autodeterminarsi. Si affacciano alle soglie del mondo e credono di possederlo come se fosse un oggetto, poi rimangono delusi quando si accorgono che il mondo va avanti anche senza di loro. Illusioni e delusioni si alternano nella loro mente con ripercussioni altalenanti nel comportamento e gli adulti, che pure hanno vissuto le stesse difficoltà, non li capiscono più e li trovano un po’ stravaganti, indecisi,  presuntuosi e strafottenti.

Personalmente consiglio ai genitori di seguire percorsi psicologici per comprendere le difficoltà della loro decisioni: scelgono, ad esempio, gli  studi superiori senza conoscere  le incognite del futuro; s’innamorano facilmente, ma non sanno che l’amore è anche rinuncia e sacrificio; concepiscono l’amore solo come sogno, illusione, possesso e godimento, ma non sanno che è anche dolore; organizzano i loro desideri sessuali, ma ignorano che il soddisfacimento  di un proprio istinto possa arrecare  danni agli altri e non sempre si rendono conto che, a  dover rimettere a poso le cose siano sempre i genitori che, per questo sono legittimamente preoccupati.

L’adolescenza intesa come fase di passaggio fra la seconda infanzia e l’età adulta ha le stesse difficoltà psicologiche d’ogni altra fase di vita che si prolunghi nel tempo, quindi è sconsigliabile mettere troppo in rilievo i problemi di codesta stagione che, se confrontata con quella che eufemisticamente si chiama terza età è certamente la più brillante proprio perché è temeraria e spregiudicata, mentre la vecchiaia, perdendo i caratteri della sfrontatezza, rischia di trasformarsi in rinuncia e oblio delle esperienze vissute.

Modificazioni fisiche e attriti psicologici.

L’organismo dell’adolescente, sotto l’azione degli ormoni che portano a maturazione gli organi riproduttivi, subisce profondi mutamenti fisici: ovaie nelle ragazze, testicoli nei ragazzi. L’attività ormonale influenza profondamente anche la sfera emotiva. Gioia, sorpresa e sgomento, sono i tipici atteggiamenti che alimentano i sentimenti d’incertezza dell’adolescente a causa degli inevitabili insuccessi affettivi o per i dubbi sulla propria identità. Il corpo dell’adolescente è in continuo mutamento di cui lui conosce lo stato attuale, senza vedere quello futuro. 

Nell’adolescente prevalgono complessi fisici e sentimentali in modo sproporzionato. Una semplice dismenorrea, (dolori viscerali premestruali) o la comparsa dell’acne, per esempio, sono episodi vissuti in modo eccessivo che spesso, sminuiscono la voglia di crescere. Simili preoccupazioni spingono il giovane verso un’alimentazione sovrabbondante e disordinata (obesità adolescenziale) per compensare le mancanze affettive o i dubbi sulle proprie capacità di agire. 

Dagli esiti della Psicoterapia adolescenziale posso affermare che il settanta per cento dei ragazzi e l’ottanta delle ragazze, desiderano un cambiamento del loro aspetto fisico, che spesso cercano di realizzare improvvisando severe diete alimentari, cui segue rifiuto di mangiare (anoressia) o assunzione smodata di cibo, spesso con vomito autoindotto (bulimia)

Tre cervelli.

Un aspetto molto interessante di questo periodo, spesso trascurato dai genitori è lo sviluppo della vita sessuale, ma prima di parlarne occorre fare un breve cenno sulla struttura del cervello umano che può essere considerato un insieme di tre cervelli sovrapposti le cui funzioni, pur presenti nell’organismo, sfuggono alla semplice osservazione, ma si evidenziano soprattutto in Psicoterapia.

La struttura più primitiva, presente anche nei rettili, è detta mesencefalo e midollo allungato che dal centro della testa e si allunga nel corpo.  Queste due formazioni  guidano l’istinto per la conquista del territorio, la caccia e la riproduzione e alimentano le tendenze più conservatrici della vita, come la sopravvivenza e il mantenimento della specie.

Con il passaggio dai rettili ai mammiferi, si forma una seconda struttura detta paleoencefalo  (cervello antico che si sovrappone al mesencefalo). Questa seconda formazione presiede ai comportamenti emotivi, affettivi, associativi e procreativi. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che stimolando la zona paleoencefalica con una lieve corrente elettrica, si  inducono comportamento materni scatenati, o depressivi. Durante i percorsi psicologici di gruppo, è facile notare gli stessi mutamenti comportamentali.

Il terzo livello è detto neoencefalo (nuovo cervello – corteccia cerebrale) che è la formazione tipica degli animali superiori. Questo cervello presiede alle forme più complesse della vita, quali l’adattamento, l’apprendimento, la morale, la politica e la socializzazione responsabile. Controlla anche le funzioni mentali riguardanti gli istinti, la nutrizione, l’attività sessuale e tutte le altre funzioni di cui l’uomo è protagonista.

Origine della sessualità.

Ogni livello cerebrale è responsabile del comportamento sessuale dell’uomo. Il primo livello è sepolto nel più profondo del nostro sistema nervoso ed è il livello più grossolano le cui risposte sono essenzialmente meccaniche corrispondenti a stimoli tattili, olfattivi e visivi. Il secondo livello regola l’attività ormonale, la libido, i desideri e il senso del piacere. Il terzo livello è il cervello più fine e complicato che presiede alle scelte, alle preferenze e alle fantasticherie. 

Lo studio di questi tre livelli cerebrali ci pone di fronte a due fenomeni molto complessi e delicati: omosessualità ed eterosessualità. Nel primo e secondo livello cerebrale (mesencefalo e paleoencefalo), i comportamenti sessuali sono ereditati essenzialmente per via genetica, ma è facile notare come l’educazione  possa modificare gli orientamenti genetici sebbene sia da escludere che un trattamento psicoterapeutico possa cambiare l’omosessuale in eterosessuale.

Con la corteccia cerebrale (terzo livello) l’individuo supera il precedente determinismo genetico e con l’apprendimento scattano nuove scelte come la diversità dei ruoli maschili e femminili che sono appresi con razionalità, educazione e moralità. Il nuovo cervello, non è predisposto a soddisfare gli istinti, come negli animali, ma è un fine per trasmettere la vita.

Psicologia della della sessualità 

Dopo codeste premesse, torniamo ora alla sessualità. Il cervello umano alla nascita non è né maschile né femminile. Sostanzialmente è neutro. L’educazione, la cultura e i vari processi d’identificazione* con persone adulte determinano i ruoli e le funzioni sessuali. La scelta omosessuale, oltre che per una predisposizione naturale, è alimentata da  una lunga convivenza con persone dello stesso sesso, da ripetuti insuccessi eterosessuali e da quei fattori educativi che cercano di elogiare comportamenti femminili nei maschi e maschili nelle femmine. Anche la scelta eterosessuale è volutamente predeterminata dall’educazione perché il cervello dei bambini, estremamente flessibile, assorbe facilmente gli atteggiamenti degli adulti come dati definitivi della personalità. I genitori, infatti, scelgono i giochi secondo il sesso dei propri figli. Una bambola va sempre donata alla femmina, uno scavatore di plastica sempre al maschio. In tal modo ricevono le prime impronte di quello che sarà il loro ruolo futuro.

Esiste una terza via per esprimere la sessualità: la sublimazione *. Alcuni ragazzi palesemente rifiutano l’amore sessuale  per dedicarsi alle attività di studio o di sport. Altri si formano una visione romantica-celestiale della vita e ritengono che l’amore fisico sia un degrado. Altri ancora vivono come un’ossessione il problema sessuale. In questi casi, la psicoterapia mette in evidenza come alcuni problemi di sessualità dipendano dall’educazione ricevuta.

  • Identificazione: processo di formazione della personalità nel quale l’individuo assimila alcuni aspetti dell’identità di un altro individuo. Esempio: una bambina verso i sette-dieci anni, s’identifica con il comportamento della mamma, dopo essere stata innamorata del papà e un bambino  con il comportamento del papà, dopo essere stato innamorato della mamma.
  • Sublimazione: processo per cui l’energia legata alle pulsioni aggressive o sessuali è deviata dalla meta originaria ed investita in attività socialmente utile.

Le Contraddizioni sono comini a tutti

I giovani adolescenti, con il contributo delle sollecitazioni mass-mediatiche, vivono momenti di equilibrio che si alternano a momenti fisiologici di squilibrio sia perché, come sopra specificato, non possiedono ancora una visione completa della vita, sia perché sentono un forte impulso ad agire come se fossero grandi, mentre in realtà sono tali, solamente nella loro fantasia e non nella vita pratica di tutti i giorni. Un adolescente, per esempio, vissuto in un ambiente in cui l’amore omosessuale ha avuto valenze negative e proibitive, è disgustato nel vedere per la strada due uomini che si baciano, mentre prova soddisfazione o invidia nel guardare un coetaneo che bacia una ragazza, perché questa seconda coppia rientra nella propria immagine culturale.

Fino a qualche tempo fa, la cultura prevalente era quella del predominio maschile e della sottomissione femminile. Il maschio doveva essere forte, robusto ed aitante, la femmina sottomessa, debole e dolce. Oggi non è più così.  Da psicoterapie vissute oggi emerge il fatto che la femmina, forse troppo intraprendente ed attiva spesso non rende protagonista il maschio delle proprie conquiste e gli toglie lo spirito d’iniziativa causandogli momentanei stati d’impotenza. (Disturbi sessuali)

Il mondo cambia e la psicologia si adegua pur senza tradire regole di crescita sessuale 

Nel 1905 Freud, ad esempio, pubblica “Tre saggi sulla sessualità” in cui descrive l’evoluzione di quest’attività, provocando un grande scandalo per la tesi che sostiene. Secondo questa teoria l’uomo possiede due pulsioni istintive: la libido che orienta l’individuo verso l’attività sessuale e l’aggressività che tende alla distruzione. Essendo le due pulsioni fuse insieme, i perbenisti pensarono che l’esercizio della sessualità  si combinasse con la distruttività e ciò suscitò molto scalpore per la società dell’epoca, non potendo ammettere una pulsione distruttiva vicino all’innocenza dei bambini. 

La Psicologia freudiana è molto elaborata e non è possibile riassumerla in poche parole. Ne cito solamente le varie fasi evolutive da alcuni studiosi contestate.

1) Fase orale: dalla nascita al diciottesimo mese di vita, il bambino prova piacere erotico stimolandosi la bocca, le labbra, la lingua e manifesta la propria aggressività con i denti. Per questo il bambino si addormenta con il capezzolo in bocca, piange se gli è tolto pur in assenza di fame e lo morde in mancanza di latte.
2) Fase anale: in seguito e fino al terzo anno di vita il bambino localizza la sua attenzione sulla liberazione del proprio intestino. L’ano è il centro delle sue gratificazioni sessuali e le feci sono per lui un gioco divertente.
3) Fase fallica: dal terzo anno in poi bambini e bambine manifestano il proprio interesse per i genitali e scoprono la masturbazione. L’organo sessuale maschile è di grande interesse sia per il maschio sia per la femmina. Il primo lo sente come strumento di distruzione, la seconda si sente castrata perché non lo possiede (invidia del pene). Dopo il quarto anno bambino e bambina nutrono un forte interesse d’amore per il genitore di sesso opposto (situazione edipica) *
4) Fase di latenza: dura tutta la seconda infanzia fino alla pubertà. Durante questo periodo innamoramenti e gelosie sono molto frequenti.
5) Fase genitale: ha inizio con la pubertà e si identifica con l’attività sessuale vera e propria.

  • Situazione edipica. La situazione edipica è un periodo di vita del tutto naturale. Diventa complesso edipico quando la medesima situazione d’innamoramento si prolunga oltre un certo periodo di tempo.

Suggerimenti per una discussione.

Secondo te, l’adolescenza è veramente un’età difficile?/ Ti senti poco educato e poco rispettoso?/Ti sei mai sentito goffo ed impacciato? se si, perché?/ L’amore è anche sacrificio?/ Accetti il tuo corpo?/ Hai attriti con i compagni? Se sì perché?/ Che cosa pensi dei tuoi tre cervelli?/ Ti senti grande o piccolo?/ Che cosa ti piace di una ragazza/ragazzo? Il fisico, l’intelligenza, la sensibilità?/ A quale personaggio vorresti assomigliare e perché?/ Che cosa ricordi della tua infanzia e preadolescenza? Prova a fare un elenco delle cose belle e delle brutte, poi elimina le seconde e conserva le prime./ E’ più facile giudicare o comprendere?

Letture consigliate:

Staffolani, G., Psicologia e Processi formativi, Centro Programmazione editoriale, San Prospero,(MO).
Petter, G., Psicologia della donna, l’adolescenza, Boringhieri, Torino.
Freud, S., La vita sessuale, Boringhieri,Torino.
Oliverio, A., Maschio-Femmina, Zanichelli, Bologna

Scritto nel 2006 rivisto nel febbraio 2010. Rivisitato nel novembre 2011 e nel 2o17

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