psicologia della salute

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Problemi di coppia e di famiglia
Attacchi di panico
Depressioni
Ansia
Stress
Problemi sessuali psicogeni

Disturbi alimentari
Problemi scolastici

Abilità dormienti

QI oppure QSs?

misurare intelligenza bambini

 

Che cosa accade quando noi misuriamo l'intelligenza dei bambini?

 

Con la sommisistrazione di alcune prove e quesiti, troviamo un numero che approssimativamente, indica il Quoziente mentale dei minori (QI): 90 inferiore alla media 100 normale, 110 superiore alla media.

 

Con questo numero, negli anni 1960/80, sono state create le scuole speciali dove erano inseriti i bambini handicappati o che presentavano difficoltà di apprendimento

 

Nel tempo si è capito l'insuccesso di codeste scuole ed oggi sono state eliminate perché un solo numero non poteva etichettare un soggetto umano che tale sarebbe stato anche dopo la scuola. In realtà, in ognuno di noi, esiste un Quoziente di Sviluppo sociale (QSs), che riguarda le emozioni e i sentimenti, ovviamente non misurabili con i numeri matematici, ma solo con le relaziono sociali.

 

In ogni essere umano, infatti, esistono quelle che chiamiamo "Abilità dormienti": sono potenzialità che, per pigrizia cerebrale, non sono state sufficientemente stimolate a fare qualcosa, quindi ci sono, ma non producono effetti.

 

 

Per conoscerle leggete l'articolo qui sotto riportato tenendo presente che le abilità dormienti non devono essere confuse con il defici psichico che potrete leggere in altre sezioni del sito.

 

Abilità dormienti

a cura di Giuseppe Staffolani

 

Ogni individuo possiede un Quoziente Intellettivo (QI) che individua il grado dell'intelligenza espressa in numeri e un Quoziente di Sviluppo Sociale (QSs) che individua il livello di capacità nel provvedere a se stesso assumendosi le proprie responsabilità.

 

Il (QSs) è determinato dalla valutazione di diverse competenze: autodeterminazione, autosufficienza, stile di vita, linguaggio, deambulazione, occupazione, comunicazione, socializzazione, rispetto, adattamento, rifiuto. Osservando il modo con cui un individuo si comporta nell'esercizio delle sue diverse funzioni, è facile individuare i disagi comportamentali per suggerire i movimenti corretti.

 

La capacità dello psicologo che valuta il Quoziente sociale consiste nel saper intuire nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile, la qualità degli svantaggi proponendo i rimedi per migliorarne il comportamento. In genere tutti noi abbiamo delle abilità che distrattamente non usiamo, perché non rinnoviamo le nostre esperienze quotidiane e c i adattiamo nelle stesse azioni che richiedono sempre l'uso delle stesse funzioni e degli stessi movimenti, anche per quanto riguarda una semplice passeggiata.

 

Così comportandoci, non ci accorgiamo che lasciamo dormire molte attività mentali che, per mancanza di sollecitazioni, giustamente si assopiscono. Quante persone, per esempio, dovendo percorrere lo stesso cammino per varie volte a giorno, passano sempre lungo lo stesso tragitto senza mai pensare di cambiare itinerario e dar modo all'attenzione di no tare nuove situazioni?

 

La deambulazione usata in tal modo diventa automatica e l'attenzione s'intorpidisce perché non è sollecitata da nuovi interessi. Molte sono le abilità dormienti che riguardano l'attenzione, la creatività, la fantasia e l'intelletto, ma altrettante sono quelle che riguardano la movimentazione del corpo, l'organizzazione del tempo e dello spazio e l'osservazione dei percorsi.

 

Per imparare a imparare occorre una forte concentrazione propriocettiva, nel senso di sapere riconoscere, istante dopo istante, la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di rigidimento o di rilassamento dei propri muscoli senza usare la percezione visiva.

 

Il QSs è una misura che segue il QI, anche se a volte, può precederlo, perché nella valutazione di una qualsiasi strategia (eccellente, buona, insufficiente) è incluso il grado mentale che l'ha determinata. Il QSs, infatti, rappresenta la quantificazione standardizzata dei vari orientamenti che hanno qualificato il massimo risultato di una situazione strategica. Per questo distingue dal QI perché non misura le capacità cognitive, ma indica quelle attitudini che sono particolarmente rilevanti per risolvere i problemi pratici in una data situazione strategica nella quale non contano solamente le decisioni personali ma anche il confronto con il pensiero altrui.

 

Risvegliando le potenzialità dormienti la vita assume un aspetto molto diverso sia nella prima parte dell'arco della vita (0-50 anni) sia nella seconda parte (50-? anni) che sono le più difficili da riconquistare e da rivivere.

Prima di iniziare un percorso psicologico

è bene sapere che:

separazione

Le Psicoterapie individuali, di coppia e di gruppo, richiedono semplicità di linguaggio, chiarezza nella scelta degli obiettivi e predisposizione al cambiamento mentale e corporeo. Mente e corpo sono due entità indistinte.

 

La separazione giudiziale, conseguita dopo lunghe accuse e litigi furiosi sono un trauma per i minori, mentre la separazione consensuale può arrecare anche benessere ai minori purché i genitori, dando reciproco consenso alla propria separazione, smettano di litigare, dimostrando ai propri figli che il litigio, separa e l'accordo, unisce .

 

Il linguaggio di due persone litigiose è fastidioso perché le loro parole acquistano il significato dal tono della voce e dagli atteggiamenti del corpo, di chi parla e di chi ascolta. Un parlare aggressivo e ossessivo genera intolleranza in chi ascolta; un corpo concitato, genera ostilità.

 

Una voce irritante e indisponente, maschile o femminile che sia, rompe la sintonia di un colloquio perché il parlare e l'ascoltare non è un fenomeno esclusivo di altri significati, ma manifestazione inclusiva di pace e guerra, odio e amore, sobrietà e smodatezza.

 

La salute è equilibrio fra mente e corpo:occorre sensatezza e intelligenza per mantenerlo.

 

Se volete saperne di più, leggete l'articolo qui sotto riprodotto.

 

Si nasce o si diventa intelligente? 

a cura di Giuseppe Staffolani

 

Gli scienziati, in genere, sono orientati a sostenere, fin dal 1800, che si nasce intelligenti, mentre psicologi e educatori, affermano che l'intelligenza è una facoltà che si acquisisce con l'esperienza. Questo dibattito, secondo me inutile, si è trasmesso fino ai nostri giorni ed io credo che sia superfluo continuare a porselo.

 

Cerchiamo di vedere, insieme, perché. Che cosa significa essere intelligente? Saper risolvere un problema con equazioni, o cavarsela tutti giorni per raggiungere un risultato positivo?

Propenderei per la seconda risposta.

Inoltre: Da che cosa dipende l'intelligenza? Secondo me discende dalla qualità del cervello e dalle azioni che il pensiero spinge a compiere. In altre parole, l'intelligenza è il risultato fra genetica e ambiente.

 

La genetica rappresenta la composizione del cervello e l'ambiente ne è il suo dispiegamento nei vari momenti della vita. Quando inizia la vita? A mio avviso, non dopo la nascita, come siamo abituati a pensare, ma non appena si forma l'embrione. Da ciò consegue che i primi nove mesi intrauterini, sono i più preziosi perché lì, si mescolano le sostanze biologiche dei genitori per dare inizio a una nuova intelligenza.

 

Durante i primi nove mesi il bambino si forma come essere unico e diverso dagli altri nel senso che nessuno potrà essere come lui e nessuno avrà la sua intelligenza, la quale non è una somma di numeri, di movimenti e di azioni, ma è una sincresi perfetta di quel DNA e AMBIENTE che sono i semi della sua futura rappresentatività.

 

L'intelligenza, allora, è quella facoltà che rende capace l'individuo di costatare le differenze fra il proprio Sè e quello altrui, non tanto per esprimere un giudizio di valore o disvalore, quanto per comprendere che nessuno è uguale all'altro e che uguaglianza significa saper vivere e rispettare le differenze. Avere intelligenza vuol dire possedere un cervello costruttivistico che si nutre del quotidiano vivere, per realizzare un progetto senza del quale, si sopravvive.

 

Chi è intelligente non pensa se le proprie facoltà siano concentrate nella mente, nel cervello, nel corpo, ma nelle azioni, perché lui non tollera l'opinione degli scienziati i quali sentenziano che, con un Q.I. innato a 90, sei poco intelligente e le porte della vita sono semichiuse, con un Q.I. a 100 sei normale e con un Q.I. da 110 a 130 sei un genio, magari senza avere il senso pratico della vita.

 

Quel patrimonio intellettivo d'intelligenza innata, confermato dagli scienziati, se non è messo alla prova nelle difficoltà della vita, rischia di dare frutti sterili perché un cervello che non pensa, chiudendosi in se stesso si atrofizza, mentre un patrimonio genetico costruttivistico di modeste entità, sottoposto a sensate esperienze, può compiere il miracolo di realizzare il futuro, demolendo gli ostacoli che la vita frappone fra passato e presente.

 

Io credo che questa sia l'intelligenza cui ognuno di noi dovrebbe aspirare perché è l'intelligenza della vita a trovare riscontro in tutte le cose della Natura: nasciamo, infatti, predisposti a camminare, a pensare, a parlare per diventare intelligenti. Ciò che saremo non sta scritto solamente nel nostro DNA, ma anche nelle varie occasioni della nostra intera esistenza.

 

Un bambino sa diventare adulto con l'esperienza e un adulto, sa tornare bambino con il proprio vissuto esperienziale, grazie al quale è in grado di eliminare quegli aspetti infantili della propria bambinità.

 

Anche questa è intelligenza che non sta solo nel DNA, ma nella VITA. Nel 1994 i conservatori Murray e Herrnstein in un loro libro intitolato The bell Curve (La curva a campana) tentarono di riprendere la teoria ottocentesca della superiorità genetica occidentale, adducendo che il quoziente d'intelligenza (ereditario) determina il destino degli uomini: avendo i neri un Q.I. più basso (87 punti) erano necessariamente destinati al fallimento in confronto ai bianchi con un Q.I. di 102 punti.

 

Nel 1999, altri sostenitori dell'intelligenza acquisita per via esperienziale, come il Kamin, sovrapponendo indagini anche troppo forzate a quelle del Murray, asserivano che lo sviluppo intellettivo avviene dopo il sesto anno.

 

Due tesi a confronto, ambedue inutili e discutibili, perché se l'innatismo ha un vago sapore eugenetico e la storia ci insegna che il mito della razza ha portato tante tragedie nel mondo, l'ambientalismo corre il rischio di vedere l'intelligenza separata dall'organo pensante, per eccellenza, come se fosse una funzione astratta.

 

Mi chiedo: Ha senso racchiudere l'intelligenza umana fra il 90 e il 110 per dire semplicemente che un individuo è normale? E, se sei solo normale, non ti sembra di rimanere nel "branco" di chi, senza aspirazione, non pensa mai di salire a un livello superiore?

 

La Psicologia applicata

è anche un percorso psicologico

cuorcervello

La Psicologia applicata alle varie problematiche della vita è una analisi interiore dei vari processi mentali; si trasforma quindi, in analisi esistenziali e percorsi psicologici, per individuare le abilità possedute, correggerne se necessario la direzione, e modificare il comportamento per realizzarle nel migliore dei modi.

 

Molti credono che le capacità umane siano frutto di sola intelligenza, ma non è così, perché le potenzialità di ogni individuo hanno bisogno anche della luce del cuore che le illumini a trasformarsi in possibilità.

 

La luce dei sentimenti e delle emozioni influenzano le decizioni intraprese con troppa razionalità. Sappiamo, ad esempio, che due più due, da un punto di vista logico matematico, dànno come risultato quattro, mentre, con la luce dei sentimenti (cuorcervello), il risultato potrebbe essere diverso perché è illuminato dall'amore o dall'odio.

 

L'esistenza umana è basata sul cuorcervello che nella strada dei vari compromessi esistenziali, a volte, salva la vita. Se volete comprenderne il funzionamento, leggete l'articolo.

 

CUORCERVELLO 

a cura di Giuseppe Staffolani

 

Personalità, Psicologia, Fantasia, Estetica. In queste quattro parole sono coinvolte le qualità fondamentali di un individuo polivalente: essere affabile psicologo per interpretare il problema altrui, piacevole fantasista per mostrare la propria versatilità ed esperto esteta, per essere maestro d'arte in una personalità unica, inimitabile e invidiabile.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che solo chi ha grande ingegno, potrebbe raggiungere un'armonia psico-corporea di tal genere, ma ciò non è vero, perché volendo, tutti potrebbero programmare il proprio cervello a sviluppare le infinite potenzialità che esso possiede per andare oltre, lo stato di "persona comune". Il termine "comune" si addice a chi accetta, di essere uguale agli altri per principio statistico: poiché ti comporti come la maggioranza delle persone, tu sei come loro. Sarebbe come dire: sei una pecora, fra le tante, nel prato. Non sei migliore né peggiore degli altri.

 

Le norme educative, infatti, orientano l'individuo verso una cultura prevalentemente tradizionale mantenendo la fantasia nell'ambito delle cose ordinarie e non troppo lontana dalle consuetudini vigenti, senza fare emergere quel quid d'indefinibile che renderebbe una persona diversa dall'altra. La pedagogia tradizionale non sempre accende il motore della creatività per guardare oltre, a ciò che si è, anzi spesso lo spegne.

 

Per andare di là della cosiddetta persona "comune", occorre fondere interiormente il proprio vissuto esperienziale con i sentimenti che lo hanno accompagnato, perché la sincresi (fusione) è prassi concreta di sapienza, storia e temperanza. Cervello e cuore, ad esempio, diventano cuorcervello come un'entità superiore derivante da un corpo che pensa e da una mente che sente perché l'attività mentale e la funzione circolatoria del cuore non possono non vivere insieme.

 

Non sarebbe, infatti, immaginabile l'esistenza di un pensiero senza un flusso sanguigno. Lo stesso principio vale nella sfera affettiva. L'amore, fuso con l'aggressività, diventa rispetto, mentre la sola prepotenza, condurrebbe alla violenza e il solo rispetto, all'idillio poetico. L'eros senza amore condurrebbe al sadismo e l'affetto senza eros, diviene paternalismo.

 

Per determinare un'armonia psico-corporea che si rifletta sul comportamento umano, le innervazioni del sistema nervoso devono raggiungere il cuore e il flusso sanguigno, deve irrorare il cervello.

 

Difficoltà scolastiche

Ritardo mentale

ritardo mentale

Le difficoltà scolastiche dei figli per avere soluzioni adeguate, implicano una presenza collaborativa dei genitori per capirne le cause, gli effetti e le soluzioni che possono essere totali o parziali, comunque sempre utili e indispensabili, perché i problemi di apprendimento non riguardano soltanto la mente razionale ma anche il pensiero emotivo.

 

C'è una profonda differenza fra le semplici difficoltà scolastiche correggibili con l'intervento psicologico e logopedistico e il ritardo mentale cha ha un significato diverso e per il quale occorre mettere in atto determinati interventi specifici.

Se ne volete conoscere il significato leggette l'articolo che segue.

 

 

Ritardo mentale.

a cura di Giuseppe Staffolani

 

Il ritardo mentale, in genere, deriva da insufficienze psichiche, psicologiche o sociali anche se ci sono prove che lo fanno risalire a livello organico. Esistono quattro tipi di ritardo mentale. In sintesi: Ritardo mentale lieve, Medio, Grave, Gravissimo. Il ritardo lieve e medio ha buone e discrete possibilità di recupero sociale, mentre per il grave e gravissimo, purtroppo, non esistono grandi speranze di ripresa sociale in forma completamente autonoma.

 

Un buon obiettivo educativo dei primi due tipi di ritardo è di accrescere il più possibile l'autonomia, la capacità di comunicare e le abilità sociali del soggetto svantaggiato, mentre il ritardo grave e gravissimo, il più delle volte , resta entro le mura domestiche o in centri residenziali.

 

Esprimo il mio parere non secondo il classico Quoziente d'Intelligenza (QI) ideato dal Binet nei primi anni del novecento, ma secondo il Quoziente di Sviluppo Sociale o Strategico (QSsS) che definisce l'intelligenza come capacità di sapersi ingegnare a risolvere un problema.

 

Sono del parere , infatti, che ogni individuo abbia varie intelligenze che non si possono racchiudere in un numero come aveva già intuito anche il Binet, ma nell'uso delle diverse abilità. Il primo problema di ogni ritardo mentale, comunque, è di individuare precocemente , magari in età prescolare , le capacità invalidate. Il secondo problema è rappresentato dalla scuola che non sempre , è pronta ad accogliere le varie invalidità con soluzioni idonee.

 

In tutti i casi è sempre consigliabile un buon percorso psicologico per i familiari che giustamente fanno fatica ad accogliere una brutta notizia e per gli insegnanti che, a volte , non hanno preparazioni adeguate ai vari problemi.

 

E' però giusto e utile che codesti bambini mantengano contatti sociali e ludici con i coetanei, ma è altresì augurabile, preparare interventi alternativi personalizzati fin dall'inizio della scuola materna o non appena si riscontra lo svantaggio.

 

Mentre il ritardo mentale lieve , di solito, si scopre alle soglie della prima elementare o poco prima, il ritardo medio è evidenziato dagli stessi genitori quando si accorgono che le disfunzioni nel movimento corporeo, nella deambulazione e nello sviluppo del linguaggio si protraggono oltre certi limiti. Nella maggioranza dei casi, i soggetti con disabilità lieve e media acquisiscono abilità di lettura e scrittura abbastanza funzionali e una sufficiente qualità comunicativa.

 

Per quanto riguarda le capacità lavorative , il problema si sposta nelle possibilità ricettive della Società e quando, per vari motivi, non è possibile un collocamento presso le strutture sociali dei normodotati, si ricorre al collocamento in laboratori protetti. Sono consigliate terapie occupazionali dette anche ergoterapie e interventi di ortopedia mentale permanenti.

 

L'ergoterapia è una disciplina riabilitativa che agisce sulle competenze lavorative per accrescere autonomia personale ed economica anche se, a volte , quest'ultima, resta supervisionata.

 

L'ortopedia mentale, è un'altra disciplina utilissima, benché poco praticata, per allenare il cervello a produrre pensieri in forme sempre più logiche e concrete.

 

La Programmazione neuro Mentale aiuta l'individuo a trasmettere alla Coscienza tutto ciò che impara con i sensi. Alla nascita, ad esempio, un bambino pur essendo predisposto a parlare , non possiede linguaggio perché non ha imparato ad apprender lo con coscienza: ha quindi bisogno di fare conoscenze con i sensi per arricchire il proprio cervello e a programmare percezioni e parole che diano origine al linguaggio.

 

L'obiettivo educativo del ritardo mentale è di facilitare l'acquisizione dell'autonomia e di affinare le diverse abilità per consentire al soggetto di vivere discretamente bene in un ambiente di normodotati.

Unioni familiari

Perché hanno insuccesso?

unione famigliare

Le Unioni familiari spesso hanno insuccesso per vari motivi non sempre prevedibili: poca disponibilità a comprendere l'altro/a, incapacità di amministrare il tempo, mancanza di progetti futuri e non riuscire a superare la monotonia dello stare insieme.

 

E' buona norma ricordare che la Psicologia non dovrebbe curare la gente, ma avere cura delle cause che provocano malattie e da ciò si può dedurre che essa, con tutte le sue applicazioni, sia l'unica medicina per vivere bene, ma bisogna conoscerla.

 

La psicologia è l'unica scelta che ci pone l'uno di fronte all'altro, ci costringe a guardarci negli occhi e c'invita a sentire, dentro di noi, quel fascino dell'amore nascosto che abbiamo provato nei momenti più caldi della nostra vita e che avversità quotidiane, a volte, ce lo hanno fatto dimenticare.

 

Tra le sfortune di una famiglia, purtroppo, a volte capita che un figlio presenti problemi fisici, mentali o psichici. Di fronte a tali questioni, una famiglia non bene coesa rischia di danneggiare se stessa e di peggiorare il comportamento di chi ha il malessere, mentre una famiglia ben compatta, riesce a dare risposte adeguate a se stessa e agli altri. Si potrebbe dire che è anche questione di intelligenza e ciò è vero, ma di quali intelligenza?

 

Leggete l'articolo qui di seguito riportato e scoprirete su quante intelligenze possiamo contare.

 

No al QI Sì al QS

a cura di Giuseppe Staffolani

 

Da qualche tempo consiglio agli insegnanti di scuole, dove sono inseriti bambini variamente ritardati di non dare troppa importanza al QI (Quoziente d'Intelligenza) che misura il valore delle cellule grigie con un numero, attestandone la normalità tra 90 e 110, ma di considerare altri modelli di valutazione .

 

Con il progresso delle tecnologie e delle varie scoperte della modernità, infatti, l'intelligenza valutata con un numero, non dà più una giusta opinione dell'individuo, perché, cambiati i tempi, anche il ritardo mentale va considerato secondo altri parametri, misurabili, ad esempio, con il Quoziente di Sviluppo sociale e Strategico (QSsS).

 

Il QI, infatti, misura le capacità dell'intelletto come se nel cervello esistesse un solo blocco d'intelligenza statico e monolitico, mentre in realtà, essa è un valore dinamico, laborioso e intraprendente, per cui merita una definizione molto più articolata.

 

Non si può stabilire quanta intelligenza si possiede , occorre, invece, definire cos'é l'intelligenza e in quale settore dello spirito umano, essa si articola.

 

A soccorso di questa mia tesi viene Howard Gardner, docente settantenne all'Università di Harvard che, sviluppando i suoi studi sulla mente umana, ammette l'esistenza di diversi tipi d'intelligenza in forme dinamiche e ben distinte.

 

Spaziale: E' usata per visualizzare il mondo a tre dimensioni e avere il senso d'orientamento.

 

Musicale: riguarda i suoni, i ritmi e le tonalità. Avere orecchio musicale o essere portato per la musica.

 

Naturalistica: concerne la comprensione del mondo naturale e l'apprezzamento delle dinamiche della natura per amare gli animali o fare il giardiniere;

 

Logico-matematica: misura le quantità, i concetti e le ipotesi. Sapere ragionare secondo logica è una grande virtù.

 

Esistenziale: è utilizzabile per affrontare concetti come la vita o la morte, il bene o il male, il giusto o l'ingiusto.

 

Interpersonale: è utile per comprendere gli stati d'animo e le ragioni altrui oltre che per stabilire nuove amicizie.

 

Corporeo-cinestesica: per esaminare e avere coscienza del proprio corpo e movimenti;

 

Linguistica: per trovare le parole più efficaci al fine di convincere gli ascoltatori e di essere ben compreso dagli altri;

 

Intrapersonale: per capire se stesso, che cosa si vuole e come si dovrebbe essere;

 

Queste intelligenze, è ovvio, di fronte ai problemi della vita hanno bisogno di proporsi una strategia per uscire da una data situazione o per entrarvi.

 

Sarà più intelligente chi riuscirà a trovare la migliore strategia nel minor tempo possibile e nel miglior modo di vivere, senza "fare il furbo", che è un altro tipo d'intelligenza, ma non sempre apprezzabile.

 

Anche le Unioni familiari dipendono da queste intelligenze. Anche lì, bisogna trovare quella giusta.

 

 

 

 

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