Ortopedia Mentale (OM) e Programmazione Neuro Mentale (PNM)

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Ortopedia Mentale

L'ortopedia mentale è una tecnica psicologica che serve ad allenare il cervello per avere pensieri chiari sempre connessi al linguaggio.

Si applica a bambini, adolescenti e adulti per un sano sviluppo mentale e a chi desidera mantenere un pensiero fruttifero e dinamico.

E' una ginnastica della mente che serve a riabilitare quelle facoltà che hanno perso lucidità a rigenerare attitudini e talenti.

La Programmazione Neuro Mentale (PNM) è un metodo che serve a elaborare l'apprendimento e a programmare il futuro. Si basa sul principio secondo cui non si possa esprimere nulla che prima non sia stato appreso, né si possa programmare il futuro se nella mente non ci sono idee da rielaborare e mettere a confronto con i fatti della realtà.

Che cos'è l'ortopedia medica

Branca della Medicina

Ortopedia Medica

Cos'è l'ortopedia medica

 

L'ortopedia è una branca della medicina che s'interessa delle alterazioni congenite o acquisite dell'apparato locomotore, della diagnosi e delle terapie di tutto ciò che riguarda le articolazioni, i muscoli e i tendini.

 

E' un settore importante per i traumi causati da incidenti sportivi e stradali.

 

Sotto quest'aspetto interessa parzialmente la psicologia se non come sostegno psicologico, volto a tollerare il dolore di fronte a situazioni disagiate di carattere prevalentemente medico.

Come nasce l'ortopedia mentale?

Branca della Psicologia

Ortopedia Mentale

L'ortopedia mentale nasce come tecnica d'intervento su bambini mentalmente ritardati per migliorare quelle disabilità cerebrali causate da fattori prenatali e postnatali.

 

Personalmente l'ho applicata nelle scuole speciali italiane dal 1970 al 1980, a dire il vero con scarsi risultati, a causa delle situazioni ambientali poco idonee per il recupero, anche parziale, del deficit.

 

Chiuse le scuole speciali e inseriti i bambini svantaggiati nelle scuole dei normali, ho modificato e ampliato le tecniche d'intervento specifico, applicandole a tutti senz'alcuna distinzione, dalle scuole materne alle medie, ottenendo ottimi risultati soprattutto nei campi dell'attenzione, delle facoltà di orientamento, varie sensibilizzazioni emotive e della memoria.

 

La cosa più sorprendente è che oggi applico con successo, questo metodo alle persone anziane che, a causa dell'età fisiologica, presentano un notevole calo della memoria, dell'orientamento e della percezione del Sé.

 

Con orgoglio posso affermare che l'ortopedia mentale è un metodo di allenamento cerebrale con funzioni psicoterapeutiche, dall'infanzia alla vecchiaia, quando è orientato a sollecitare quelle capacità dormienti che abitualmente si generano in ogni essere umano, per pigrizia mentale, insufficienza dell'attenzione e scarso interesse per l'esistenza.

 

 

Rinforzo mentale e nutrimento della memoria

Costatazioni

rinforzo mentale

Ho potuto costatare che l'allenamento mentale non serve soltanto a migliorare le capacità logico-matematiche, ma anche a guidare il corpo da cui deriva il rinforzo mentale, a nutrire la memoria per facilitare i ricordi e scuotere le abilità psicomotorie per meglio destreggiarsi.

 

Salendo, infatti, dall'apparato locomotore che sostiene il peso del cervello, alla testa che contiene le competenze dell'uomo, l'ortopedia mentale si pone in stretto contatto con le facoltà del pensiero, del giudizio e del ragionamento e diventa una tecnica di allenamento cerebrale per bambini, adulti e anziani.

 

In questo senso, l'ortopedia mentale entra in tutti i processi del pensiero nelle sue varie funzioni: dall'iperattività del corpo, alla pigrizia che lo rende inattivo; dallo sforzo della mente, al rinforzo delle capacità attitudinali; dalla sveltezza del calcolo alla scarsa attività intellettiva.

 

Non è solo una tecnica, ma è un metodo che, se da un lato rinforza le debolezze mentali, dall'altro ne determina anche una pianificazione per regolarne le funzioni, esattamente come agisce l'ortopedia medica quando suggerisce al paziente infortunato, esercizio o riposo fisico.

 

Si può mettere in funzione un cervello danneggiato?

Sì, ma...

cervello danneggiato

Le risposte variano, ovviamente, secondo il danno ricevuto, ma in linea ragionevole e approssimativa la risposta è positiva, tenendo conto che le operazioni psicologiche si eseguono senza viti e senza piastre che tengano legate le estremità degli organi interrotti,; nel nostro caso, le sinapsi cerebrali.

 

La messa in funzione del cervello umano è molto più difficile della riabilitazione del corpo, ma è sempre possibile ottenere buoni risultati o miglioramenti dalle posizioni precedenti.

 

Nella pratica dell'ortopedia mentale, in genere, si usa il corpo per raggiungere il cervello attraverso vie sensoriali e stimolazioni percettive. Nell'allenamento intuitivo degli organi sensoriali si usano giochi, tatto, udito e movimenti. Dal corpo, in genere, si giunge al cervello percorrendo le stesse strade che dal cervello giungono alle sue estremità.

 

Per risvegliare un cervello impigrito da una lunga inerzia mentale, occorrerà ad esempio, stimolare altre facoltà concomitanti come curiosità, interessi, desideri e bizzarrie che mettano in contatto le sinapsi cerebrali con la smania di sapere e d'imparare come raggiungere un fine ambito .

 

Quali sono i limiti

Cause congenite

limiti ortopedia mentale

I limiti più grandi per l'ortopedia mentale, come per resto anche per la medicina, sono gli incidenti per cause congenite, dove è difficile intervenire per modificare una natura con abilità ristrette per le quali, però, si possono mettere in atto addestramenti per migliorare comportamento fisico e psicologico.

 

L'osservazione in campo libero è il primo contatto fra psicologo e soggetto da esaminare, con giochi intelligenti di costruzioni, manipolazione di oggetti e quant'altro possa servire per ottenere la sensibilizzazione delle attività cerebrali ed emozionali.

 

L'ortopedia mentale con il discreto uso delle manipolazioni di viso, torace, braccia, mani e piedi, raggiunge anche il livello emotivo perché le emozioni hanno origini molto complesse che investono la totalità del nostro organismo: dalla felicità al dolore, dal pianto al sorriso, dalla noia al divertimento, il nostro corpo fisiologicamente risponde nella propria percezione totale, dove sensazioni e sentimenti si fondono in un solo elemento che si chiama emozione

Che cosa sono le emozioni

Stati d'animo

emozioni

Le emozioni sono movimenti interiori che determinano uno stato d'animo senza cause esterne. Non è detto, infatti, che un pianto sia causa di tristezza perché, a volte, quest'ultima può essere l'effetto del pianto: "Io sono triste, quindi piango".

 

Analogamente: alla domanda "Perché sei annoiato?" si risponde normalmente "perché non mi diverto", ma si potrebbe rispondere anche che "non mi diverto" perché "mi annoio".

 

Ancora: " Perché non sei felice?" Normalmente si è portati a rispondere, "perché ho dolore per ciò che succede nel mondo", ma si potrebbe anche rispondere che, " Provando dolore per ciò che succede nel mondo", "non sono felice".

 

Le emozioni non sono soltanto momenti di benessere, ma anche di malessere che, fusi con le sensazioni e i sentimenti generano suggestioni, turbamenti ed eccitazione.

 

Perché di fronte alla musica di Puccini (esempio, morte di Mimì), io provo una forte emozione di pianto che mi fa stare bene? Io sto bene perché muore Mimì, o mentre sta morendo Mimì, la musica di Puccini soddisfa pienamente il mio stato d'animo?

 

E' la musica del grande maestro che, servendosi di un racconto banale e frivolo come il testo della Boheme (basta pensare che si canti mentre si muore) tocca le mie corde emotive.

 

 

Programmazione Neuromentale (PNM)

Non si può comunicare nulla che non si sia appreso

sapere della mente

Il termine Programmazione è tratto dal mondo dell'informatica, nel senso che l'immagazzinamento delle nostre esperienze sensoriali derivi dai nostri sensi.

 

Con essi, infatti, noi ci rappresentiamo il mondo per arricchire la nostra conoscenza che, rielaborata da quel complicato processo neurofisiologico che inizia nelle fasi embrionali e finisce verso il trentesimo anno, va a costituire nel cervello, quella parte morbida, invisibile e immateriale, che dà origine alla mente.

 

Nonostante non si abbia chiara conoscenza di ciò che avviene nella nostra mente e ci sfugga persino il significato di senno e intelletto, possiamo senza dubbio affermare che se cambiamo modo di pensare, siamo in grado di trasformare anche il modo di agire e di ricordare.

 

La Programmazione Neuro Mentale (PNM), utilizzando strategie visive, uditive, tattili, cinestesiche ed emozionali, perfeziona sensazioni, percezioni e sentimenti. Essa è indispensabile per aumentare il proprio sapere, lo "sviluppo della comunicazione" e per la "rigenerazione dei ricordi usurati dal tempo".

 

La PNM potenzia il "sapere" ma bisogna tener di conto che questo termine non significa "conoscere tutto", né "conoscere tante cose".

 

Il "sapere" una ricchezza interiore che soddisfa il proprio sé.

 

Che cos'é il Sé?

 

In Psicologia il " " è ciò che è dentro la propria coscienza, è il nucleo di una personalità con carattere permanente, continuativo e variabile.

 

Permanente, perché l'uomo, non essendo un burattino, deve essere sempre Persona.

 

Continuativo perché ogni soggetto è continua crescita e decrescita (continuità della vita).

 

Variabile perché occorre adattare a sé stessi un mondo in continua evoluzione e ciò presuppone un individuo che sia predisposto a un continuo cambiamento.

 

L'essere umano dipende dal mondo che lo accoglie o lo respinge e dalla propria natura che anch'essa respinge e accoglie.

 

Lui deve essere in grado di avere stabilità e mobilità nella continua oscillazione dei fenomeni naturali, con i quali interagisce con la fermezza del proprio Sé.

 

La conciliazione fra il Sé dell'uomo e l'accoglimento da parte del mondo, dipende dalla ferinità o dall'Umanità che l'essere umano possiede.

 

Il continuo colloquio con la natura e le cose, costituisce il vero Sapere, mentre il conoscere tante cose in modo frammentario e disorganizzato, è sofisticata erudizione .

Conformista e Anticonformista: tu come ti senti?

La rivoluzione non è l'unico modo per risolvere i problemi

Anticonformista rivoluzionario

Chi è il conformista? Conformista è chi ha una tendenza ad adeguarsi alle opinioni, ai fatti e alle idee approvate da una maggioranza, nel modo nel gestire politica, educazione e vita. Cambiare è solo opportunità.

 

Chi è l'anticonformista? Anticonformista è chi si ribella al consueto modo di pensare della maggioranza. Può essere anche un eccentrico o un solitario, ma per lui cambiare è un bisogno e un dovere.

 

L'anticonformismo è una conquista del cervello che vuole regole nuove, ma ritiene di essere dominato dallo strapotere del conformismo che avrebbe egemonizzato Cultura e Istituzioni.

 

Un esempio storico l'ha dimostrato Lenin dopo la lettura del Capitale di Marx: il fallimento delle sue idee è di aver creduto che si potesse vivere a qualunque mezzo, in una società perfetta, giusta e felice senza pensare, però, che non c'é conciliazione fra gli opposti bisogni della vita, ma solo libertà di discuterne attraverso la ricerca di un accordo con reciproche concessioni.

 

Il fallimento della teoria marxiana ha dimostrato che non bisogna credere in un dio falso che promette di risolvere i bisogni umani in un solo e unico modo (Rivoluzione); la libertà non è conciliabile con "uguaglianza" e "ricchezza" ma in vari modi, chiamati compromessi.

 

Il conformismo è una tendenza all’adattamento perché considera la Società come un insieme di regole e di regolamenti istituzionali che lo trascendono, mentre l'anticonformista considera la Società come un'interazione d'individui che crescono e si evolvono insieme, per cambiarla.

 

Le idee del conformista sono emendabili con la riflessione reale dei bisogni di chi ha e di chi non ha, di chi domina e di chi è debole, mentre le idee rivoluzionarie dell'anticonformista si basano nel convincimento di pretendere una vita perfetta pur nell'imperfezione degli uomini: è chiaro che una vita perfetta, è inconciliabile con l'imperfezione degli esseri umani.

 

Non è più tempo di rivoluzioni, sconvolgimenti e sommosse anche perché l'uomo di oggi ha perso lo spirito e l'anelito dell'ottocento, le passioni dei primi anni del secolo scorso e l'amore di Patria che lo ha animato. La fede e le ideologie non sostengono più il cuore degli uomini e sono scomparse le contrapposizioni che hanno sempre rappresentato l'anima di ogni successo o insuccesso.

 

Sarebbe doveroso armonizzare la pigrizia del conformista con il dinamismo del progressista, perché ogni evoluzione d'idee o di politica presuppone obbedienza critica e disobbedienza moderata alle leggi, altrimenti scoppia quella rivoluzione che nessuno, in teoria, vuole più.

 

Non esiste l'armonizzazione delle idee senza empatia e senso gregario. Né esiste integrazione fra i popoli senza obbedienza e disobbedienza critica.

 

Il conformista ha paura il nuovo perché l'attaccamento alle vecchie regole, rappresenta la sua sicurezza. Per lui il sistema è qualche cosa d'immutabile e di statico di fronte al quale l’individuo non ha facoltà di scelta.

L'anticonformista odia le regole del passato e ne vorrebbe subito delle nuove, ma non riflette che, cambiare modo di pensare senza avere reso concreto il futuro, è rischio e improvvisazione.

 

Il conformismo negativo è la fede dogmatica e acritica nelle regole sociali o nei partiti politici. L'anticonformismo negativo è la presunzione di avere sempre le idee chiare in nome della propria superbia.

 

Anche il Potere politico, per mantenere se stesso, pretende dal cittadino una buona dose di conformismo. E' l'anticonformismo che lo scuote, ma a volte, lo fa con troppa arroganza perché dimentica che la vita è un compromesso.

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