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AUTOFORMAZIONE genitoriale e scolastica

By 8 novembre 2018 No Comments

Psicoterapia – Logopedia – Ortopedia Mentale – Programmazione Neuro mentale

L’apprendimento autodiretto (autoformazione), è una conquista interiore che pone il soggetto in posizione attiva di fronte all’oggetto d’apprendere,  piuttosto che “subirlo” in posizione passiva. In ogni processo di autoformazione, infatti, ognuno apprende ciò che gli “interessa” e non ciò che gli viene “proposto”.

L’articolo-intervista del dott. Staffolani illustra i vari aspetti dell’apprendimento scolastico per favorire l’autoformazione delle famiglie e degli alunni,  perché non sono  più concepibili una scuola distaccata dalla famiglia e alunni  che non rispettano genitori e docenti. Famiglia-Scuola è un binomio inscindibile e, se vogliamo un’integrazione che funga da supporto ad ambedue,  la prima deve essere complementare alla seconda invertendo reciprocamente i ruoli.

Domanda. In una delle sue ultime conferenze nell’aula magna del Lucatelli di Tolentino, lei ha consigliato quattro tecniche psicologiche, (psicoterapia, logopedia, ortopedia e programmazione neuro mentale) per mantenere un buon equilibrio nella famiglia. Nel fascicolo illustrativo offerto ai genitori, Lei dà una serie di utili informazioni sull’efficienza della psicologia applicata allo sviluppo globale dell’essere umano. Le chiedo: ma il buon senso come quello di una volta, non è più sufficiente per ottenere rispetto e buon equilibrio familiare?

Risposta.  Il buon senso sicuramente è indispensabile per un armonico equilibrio familiare. Oggi, purtroppo, buon senso e rispetto sono virtù che scarseggiano, quindi occorre ricorrere alla scienza psicologica per introdurre nuove discipline che dovrebbero essere alla base della famiglia, della scuola e della società. Il buon senso è come l’intelligenza: se tu l’hai e non la usi è come se non l’avessi. Le quattro discipline sopra citate, di cui pochissimi hanno conoscenza, servono per preparare la mente umana all’apprendimento neuro- mentale. Per questo, lascio dei fascicoli contenenti illustrazioni e spiegazioni per una lettura domiciliare più approfondita, ben consapevole che il mio progetto di una scuola per tutti richiede una certa riflessione su ciò che accade dentro le famiglie e nelle aule scolastiche.  Quando emerge un normale conflitto lieve o grave che sia come disadattamento e bullismo, famiglia e docenti dovrebbero appianarlo con parole adeguate  all’età e alle circostanze, senza esasperarlo con toni aspri che producono tensione, rabbia e malessere. Per comprendere quali parole usare in situazioni del genere, bisogna conoscere “come l’essere umano impara a parlare”, “come apprende le nozioni scolastiche“, “come le organizza nella mente” e “come le esprime“. In poche parole è necessario che genitori e docenti conoscano le leggi della “logopedia” (LO), dell'”ortopedia mentale” (OP), della “programmazione Neuro Mentale” (PNM e “neuro linguistica” (PNL), che sono i fondamenti base di ogni apprendimento.

Domanda. Il suo progetto tocca temi importanti, come il bullismo e altri comportamenti divergenti che non sempre rientrano nella cultura media della gente. Crede che genitori e docenti si mettano a studiare le quattro discipline per insegnarle ai propri figli?

Risposta. Premesso che un aggiornamento periodico dei genitori e docenti dovrebbe essere indispensabile per una formazione intellettuale viva e adeguata ai tempi, il mio progetto non pretende una scuola cattedratica per chi lavora nel campo scolastico, ma semplicemente una compartecipazione e fidelizzazione alle dinamiche educative dei minori. Se qualcuno, ad esempio, avesse insegnato queste discipline ai genitori prima che i loro figli nascessero e ai docenti prima di sedersi in cattedra, oggi tutti sarebbero più preparati a comprendere il significato della mia proposta, senza bisogno di doversi mettere a studiare. Se non s’incomincia mai a introdurre queste discipline nell’arte di educare, il mondo sociale si evolve e la scuola rimane indietro, mentre io penso che debba essere proprio la scuola a sollecitarne l’evoluzione. Il tema del bullismo, ad esempio, non è un fatto isolato, ma rientra nel quadro delle discipline psicologiche e investe le responsabilità di tutti: genitori, figli, docenti. Le quattro tecniche sopra menzionate, servono come momento pedagogico per grandi e piccoli: se il linguaggio serve per esporre il pensiero, la scioltezza mentale è utile per programmare la vita, trasformando le domande e le risposte in un dialogo per trovare insieme la soluzione di un eventuale problema. Quando un colloquio si trasforma in litigio, invece, i genitori corrono il rischio di non saper più controllare le proprie emozioni e non valutando il valore delle parole, possono esprimersi in modo offensivo. Un mio cliente, ad esempio, in uno dei tanti atti d’accusa contro la moglie in via di separazione, le disse: “Tua figlia è stupida come tua madre, fai bene a ritornare da lei“.

Domanda. E che cosa successe? 

Risposta. Successe l’ovvio, che lei tornò dai propri genitori con la figlia, la quale chiese al proprio papà perché la madre l’avesse dichiarata “stupida”. In seguito presentò un ennesimo atto d’accusa ai carabinieri contro il marito per violenza psicologica, complicando la situazione precedente già molto confusa, ma questo non c’entra con il nostro argomento.

Domanda. Veramente ci può stare perché la frase, è espressiva e preoccupante, ma torniamo a noi; lei crede che fatti del genere si possano risolvere solo con la psicologia?

Risposta. Logopedia, Ortopedia, Programmazione neuro mentale e linguistica non sono scienze marziane, ma esercizio pratico di tutti i giorni; servono per introdurre la psicologia nella famiglia e nella scuola, tenendo presente che il linguaggio determina sempre la qualità del discorso. Il passaggio dalla famiglia alla scuola dovrebbe rappresentare una continuità educativa diversa ma parallela nell’uso delle parole, degli atteggiamenti e della condotta personale.  Io penso che in tempi difficili e controversi come quelli che stiamo vivendo, tutti noi dovremmo ritornare a scuola con i nostri figli e con i loro docenti. Guidati da uno psicologo, tutti dovremmo apprendere come si forma e si allena il pensiero con l’ortopedia mentale (OM), come si ottiene il miglioramento del linguaggio con la logopedia (LO), come si pianifica il futuro con la Programmazione Neuro Mentale (PNM) e come si esprimere il proprio vissuto con la Programmazione neuro linguistica (PNL). Per raggiungere l’obiettivo di “una scuola per tutti” sarebbe opportuno porsi alcune domande a) Che cosa sono disposto a fare per la mia famiglia b) Sono in grado di comprendere i bisogni di mio figlio con la mia formazione attuale? c) Ho bisogno di aggiornarmi sulle nuove tecniche pedagogiche e didattiche della scuola? Sono tre interrogativi importanti le cui risposte potrebbero giustificare quella Scuola per tutti che io vado proponendo nelle aule scolastiche per raggiungere le famiglie.

Domanda.  Sì va bene, ma se lo psicologo rende più moderno il comportamento psicologico di alunni  genitori e docenti, chi aggiorna lo psicologo?

Risposta.

L’aggiornamento dello psicologo avviene tramite famiglia e scuola. Essendo esse le due  strutture maggiormente interessate alla formazione del bambino, direttamente o indirettamente, gli comunicano la  situazione cognitiva e psicologica  dell’alunno dal quale lo specialista potrà aggiornare la propria professionalità.  In questo senso l’aggiornamento è essenzialmente autoformazione che avviene tramite l’analisi e lo studio di determinate vicende familiari e scolastiche per cercarne soluzioni  in tempi ravvicinati. Non si pensi che lo psicologo aggiorni famiglie e docenti, perché sono proprio loro a presentare situazioni particolari (aggiornandolo), che lui elabora con le proprie competenze. Fu la solitudine di Adamo, infatti, ad aggiornare Dio sul bisogno di una donna e Dio, in tempi brevi, gliela presentò. Poi, insieme, peccarono e da quella disobbedienza ebbe origine il nostro mondo terreno. Se Dio e Adamo non si fossero aggiornati, non ci saremmo neanche noi.

Domanda. Il suo progetto sembra alquanto rivoluzionario e affascinante, ma come farlo accettare ai genitori che non hanno mai tempo per andare a parlare con i professori né hanno le competenze necessarie per seguire il suo ragionamento.

Risposta. La sua è una domanda realistica, ma vediamo di semplificare le cose. Chiaramente i genitori devono andare a lavorare e realisticamente la scuola deve compiere il proprio dovere educativo, ma il significato di una “scuola per tutti” è una metafora che si trasforma in  realtà mediante incontri quindicinali o mensili in pubbliche assemblee di genitori, ragazzi e docenti. Dove? Presso i comprensori scolastici stessi, dalle 18,30 (fine del lavoro) alle 20,30 (prima della cena) dove lo psicologo illustra le quattro discipline e risponde alle domande dei partecipanti. Sto sperimentando questo progetto presso la scuola Lucatelli di Tolentino, dove ogni quindici giorni presento un percorso di ludoterapia di gruppo in due classi e di pomeriggio un’assemblea di genitori e figli dalle 18,30 in poi. Ovviamente le future assemblee che ho in mente, dovrebbero anche decidere sulle eventuali punizioni da dare ai ragazzi inadempienti in modo che le sanzioni siano prese fra tutte le parti della stessa assemblea composta di genitori, docenti e ragazzi. La presenza dello psicologo, essendo lui esterno dalla scuola, è importante, per garantire l’imparzialità delle decisioni. Le punizioni date dagli adulti non sono più adatte ai tempi perché creano ribellioni a causa di una incompleta educazione familiare.  Occorre responsabilizzare i ” migliori” (e ce ce ne sono molti) attribuendo loro potere assembleare punitivo insieme a genitori e docenti.

Domanda. Allora, sarebbe come fare un percorso psicologico di gruppo descritto nel suo fascicolo?

Risposta. In un certo senso sì. Ludoterapia di gruppo, significa giocare insieme parlando dei propri pregi e difetti per facilitare il colloquio fra i ragazzi stessi e i propri docenti. In codeste riunioni di un’ora, ciascuno parla di se stesso nell’agire scolastico e familiare, di ciò che vorrebbe e di come desidererebbe cambiare il comportamento altrui. La scuola si trasforma in un intrattenimento accademico dove prima d’imparare la lezione si mettono in opera le regole dell’apprendimento: tacere quando parla l’altro, accettare il pensiero altrui pur non condividendolo e rispettare la professionalità dei docenti. I tempi sono cambiati e oggi molti fattori indicano che non si possono più affrontare interminabili psicoterapie il cui risultato si manifesta nel lungo tempo, mentre il problema persiste nell’immediato. Il concetto di psicoterapia è sempre valido per approfondire il modo di essere di ciascuno, ma non si può pretendere che sia efficace da subito per motivi riguardanti l’economia della famiglia (troppo costosa) e per la sfiducia da parte dell’uomo che è più restio della donna a intraprenderne un simile percorso. Per questo, oltre alla psicologia genericamente intesa, occorrono altre tecniche propedeutiche come quelle sopra citate. Da esperienze vissute e sperimentate in alcune scuole di Bologna e nel Comprensorio Lucatelli di Tolentino, posso affermare che tutti gli intrattenimenti scolastici e tutte le assemblee con genitori e figli si sono svolti con la piena soddisfazione dei genitori, dei ragazzi, dei docenti e dei dirigenti scolastici.

Domanda. Il progetto mi sembra molto serio, ma un po’ difficile da comprendere da parte dei non addetti ai lavori. Le dispiace specificare con dettaglio, il significato di ciascuna tecnica?

Risposta. Lo faccio molto volentieri. Prendiamo, come esempio, un caso di linguaggio infantile e adolescenziale inadeguato, in una prima elementare: qualora la situazione richiedesse un  trattamento logopedico, si pone il problema di risolvere il caso e non sempre si deve ricorrere allo specialista. Lo stesso principio vale anche per i più grandi per altre eventuali anomalie. In tutti i casi è bene parlarne in assemblea per trovare la soluzione, ma prima bisogna porsi alcune domande. Quanti genitori conoscono le fasi di sviluppo del linguaggio infantile e quanti, sono informati dei danni psicologici che un linguaggio inadeguato può provocare? Chi conosce il disagio di un bambino balbuziente, ad esempio, che rifiuta di andare a scuola perché è preso in giro dagli amici? Quanti genitori e docenti, di fronte ad un ritardo scolastico certificato, individuano l’utilità dell’Ortopedia mentale per risvegliare quelle abilità dormienti che bloccano la creatività dei minori?  Quanti, conoscono la differenza fra ortopedia medica e mentale e quanti, sanno che la Programmazione Neuro Mentale è uno strumento per progettare il futuro senza il quale un individuo marcisce sempre nel presente o nel ricordo del passato? Ho posto  interrogativi pratici che rispecchiano il valore delle quattro tecniche che dovrebbero accompagnare tutte le discipline d’insegnamento scolastico. In sintesi: Logopedia (LO), Ortopedia mentale OM), Programmazione neuro mentale (PNM) e Programmazione neuro linguistica (PNL) sono discipline che guidano la mente umana a imparare, a parlare, ad apprendere il sapere e a esprimerlo con chiarezza d’intenti. La psicologia usa queste discipline o tecniche, anche per correggere i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e tanti altri comportamenti disadattivi, che interferiscono nell’attenzione e nella concentrazione. In seguito potrebbe intervenire lo specialista, ma prima sarebbe meglio parlarne in classe o in assemblea perché quello individuale si ripercuote nelle dinamiche della classe.

Domanda.  Mi sembra di capire che quello che lei prospetta sia un vero e proprio cambiamento di mentalità: un aggiornamento permanente per tutti che  che va di là della singola materia scolastica. Lei vorrebbe cambiare il concetto della scuola.

Risposta. In parte sì, ma non ho questo potere né posso pretendere che tutti mi comprendano. In un mondo che sta cambiando, però, dove nessuno conosce la direzione,  credo sia indispensabile mettersi insieme per trovarne il senso mediante un vero e proprio aggiornamento permanente fra genitori, figli, docenti e psicologi, dove ognuno impara dall’altro mentre si  discutono le varie situazioni. Pochissimi conoscono le  tecniche d’apprendimento surriferite che sono la base di ogni processo evolutivo e rappresentano il vero capitale della famiglia come la propria casa o qualsiasi altro bene personale. Vorrei scendere più  profondità con il rischio di essere anche ripetitivo. Ritengo che la logopedia sia importante per imparare a parlare correttamente, che l’ortopedia mentale sia fondamentale per allenare il cervello a costruire il sapere, che la programmazione neuro mentale sia indispensabile per pianificare il futuro e la programmazione neuro linguistica sia rilevante per esprimere il proprio pensiero. Codeste discipline psicologiche, altrove chiamate anche tecniche, animano il percorso ludoterapico e favoriscono il cambiamento psico-comportamentale perché nel gioco emerge sempre l’autenticità dell’animo umano.

Domanda. Lei non pensa che per realizzare il suo progetto occorra una certa istruzione che molte famiglie non possiedono?  Io stesso, che da giornalista mi occupo di scuola faccio fatica a seguirla.

Risposta. Certamente, chi ha una certa istruzione è più facilitato a comprendere il significato delle parole, perché ha tenuto allenato il proprio cervello con gli studi, ma in una qualsiasi professione ciascuno  allena la propria mente e quindi tutti possiedono un movimento cerebrale idoneo a capire che il cervello umano è una macchina che non ha la chiavetta di spegnimento: bisogna vigilare che non vada fuori strada. Un buon genitore, indipendentemente dal titolo di studio, messo di fronte a codesti problemi, comprende subito l’importanza dell’elasticità mentale e del linguaggio chiaro e fluente, perché vive la questione sulla propria pelle. Il mondo gira e nessuno può fermare i suoi cambiamenti con i quali si forma la realtà. Io non vorrei tanti genitori laureati perché le persone cosiddette istruite sono più difficili di quelle non laureate poiché hanno già consolidato la propria formazione in senso predittivo, mentre le persone non scolarizzate sono più disponibili a scoprire il nuovo concetto di sapere e sono contente d’imparare ciò che non hanno potuto fare prima. Una laurea non insegna a fare il genitore; si diventa padre e madre indipendentemente dall’istruzione posseduta. Le dirò di più: i miei migliori clienti non sono medici, avocati e ingegneri, ma gente  poco istruita ma molto sensibilizzata ad ascoltare parole nuove.

Domanda. Quanto è importante l’istruzione per la famiglia?

Risposta. L’istruzione è un termine molto vago che, a volte, non significa nulla. Nella vita di tutti i giorni esistono tanti valori che possono supplire alla mancanza d’istruzione. Diventato sapiente grazie alla cultura del passato e alle conoscenze della propria esperienza, l’uomo ha imparato anche a guardare il futuro verso cui vuole inviare suo figlio perché sa che la programmazione è l’anima di ogni commercio. Oggi, non sono più i soli valori del passato a determinare una condotta di vita, ma è il modo di viverla nel presente che ne determina la qualità.  Proprio questo c’insegna la programmazione neuro mentale. Solo un pensiero chiaro ti permette di fare una luminosa programmazione mentale .

Domanda. Da tutto ciò si può dedurre che il suo progetto ci porterebbe verso una società migliore. Che cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro?

Risposta. I figli sono il nostro futuro; oggi sono germogli d’idee nuove che diventeranno più vigorosi quando vedranno il futuro con il rispetto del passato. Quando nascono conflitti fra genitori e figli o fra docenti e alunni, è perché il passato (l’adulto) non sa tacere ritenendosi superiore e il presunto futuro (giovane) è altezzoso, perché non ha voluto imparare  le regole del linguaggio, dell’apprendimento e della programmazione della propria vita.

Domanda. Bisognerebbe ritornare al Padre Padrone?

Risposta. No. Bisognerebbe soltanto discutere, ma oggi i figli non sanno più parlare con i genitori e costoro fanno fatica a rispondere perché ciascuno vive il proprio mondo senza nulla condividere dell’altrui. Due mondi paralleli non s’incontreranno mai e saranno vissuti fra inutili prediche da parte dei genitori e prese di posizione da parte dei figli. La saggezza, come il solito, sta nel mezzo e per essere tale, deve uscire dalle polemiche immaginando una “scuola per tutti” dove congiungere il passato (storia dell’uomo) con il presente (riflessione su ciò che si è) con del futuro (mondo immaginario per realizzarlo). Il futuro esiste nei nostri pensieri ed è proprio per questo che dobbiamo discuterli insieme durante la formazione scolastica.

Domanda. Allora da che cosa bisognerebbe iniziare per realizzare questo progetto?

Risposta. Imparare a parlare secondo le classiche regole della logica e del dialogo: quando parlo io, tu taci, quando tu mi confuti, io ti ascolto. Non è difficile osservare queste regole d’oro, ma il problema è che esse sono state dimenticate anche dai genitori e i figli non le hanno mai imparate.

Domanda. Per colpa di chi?

Risposta. Per colpa di nessuno, solo per responsabilità di chi ha trasformato la vita in internet, mondo immaginario irreale anche utile, dove tutti comandano e affermano di avere ragione nel convincimento che la verità stia sempre da una sola parte, senza sapere che è sempre il sentimento a fare da ago della bilancia. Troppe parole confondono le idee; poche espressioni non riescono a definire il concetto di libertà, quindi bisogna saper trovare la via di mezzo perché anche la libertà deve avere un limite nell’uso sfrenato dei mezzi comunicativi post-moderni. Libertà non significa fare ciò che si vuole. Vuol dire, invece, sapersi fermare a tempo giusto, prima di provocare incidenti.

Domanda. Perché l’uomo di oggi, da persona libera vuole essere sempre più libera?

Risposta. Perché l’uomo è un essere debole che si è proclamato autonomo senza capire che ognuno di noi ha bisogno degli altri. Non ha compreso che più chiede libertà, meno ne avrà, essendo quella di oggi, una libertà che non ha rispetto di Dio, delle cose e delle persone.  Non adattandosi ai mutamenti del mondo, vi reagisce con eccessivo protagonismo che il mondo stesso non può accettare perché essendo pura energia, va avanti con la forza della propria naturae perché il mondo non ragiona. Una  Scuola per tutti dovrebbe istituire un uomo che con la propria volontà, sappia cambiare la storia senza esserne vittima.

Domanda. In base alla sua esperienza, come vede le unioni familiari di oggi?

Risposta. Le unioni familiari di oggi riproducono, ancora una volta, quei mutamenti che sono sempre esistiti dall’era paleozoica a quella post-moderna. Pretendere una stabilità fissa e omogenea delle unioni di coppia in un mondo che cambia, sarebbe una cosa contro natura ed soltanto un’illusione quella di pensare a unioni familiari stabili e permanenti.  Se cambiano i ruoli e i valori delle persone necessariamente devono cambiare quelli delle unioni familiari. Dall’amore alla sessualità, dall’essere padre e figlio, moglie e amante, tutto è in movimento in cerca di una sistemazione definitiva che non arriverà mai, perché il mondo continua sempre a girare e l’uomo continua a inseguirlo. Mi sembra di ritornare al “panta rhei” di Eraclito “tutto scorre e nulla sta fermo”, ” non ti puoi bagnare due volte nella stessa acqua di un fiume”. “Ognuno di noi, afferma il neurologo Sebastian Seung, teorico del divenire, non è altro che la sua rete di relazione fra neuroni che muta in ogni momento cambiando la nostra identità.”  Vedi: Seung Sebastian, Connettoma.

Domanda. Da quanto lei afferma, si potrebbe dedurre che i problemi dei figli derivino dai genitori.

Risposta. Detto così può sembrare offensivo, ma la vita presenta due tipi di ereditarietà: biologica e familiare. La prima si ha nelle determinazioni del colore dei capelli, degli occhi, dell’altezza: è difficile, ad esempio, pensare che da due genitori di bassa statura nasca un gigante. La seconda sta nelle determinazioni comportamentali e sociali: un figlio di genitori ladri imparerà molto presto a rubare e figli di genitori istruiti saranno più propensi a frequentare l’Università, anche se in questi ultimi tempi, a causa dei cambiamenti sociali, questo rapporto si sta invertendo. Da ciò deriva che esistono molti disturbi infantili e adolescenziali di origine familiare, per cui è più che legittimo prendere in considerazione l’intera famiglia che i singoli che la compongono.  La Psicologia ha una concezione diversa da quella medica per quanto riguarda la salute perché tiene maggiormente conto dei fattori psicologici, esistenziali e sociali, mentre la medicina considera il disturbo, o la malattia, come deviazione dal modello biologico. Con lo scopo di far conoscere le conseguenze di determinati comportamenti devianti, la Psicologia della salute propone l’approccio educativo dell’avere cura delle persone e non di curarle con psicofarmaci.

Chi desidera altre informazioni chiami: 347.9690701.  

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